NON ERA BASAGLIA MA E’ IL TAVISTOCK INSTITUTE

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john_rawlings_reesGenerale John Rawling Rees (psichiatra)
1948: I piazzisti nel nostro programma di riprogrammazione delle percezioni (lavaggio del cervello di massa) devono agire nell’anonimato e segretamente. E proseguì: il risultato a cui dobbiamo puntare è fare in modo che ciò permei ogni attività pedagogica della vita nazionale….Abbiamo già compiuto una fruttuosa offensiva rispetto a tutta una serie di professioni. Ovviamente le più accessibili sono quelle del settore scolastico e la chiesa, mentre le più ostiche sono legge e medicina>>. Dobbiamo puntare a fari sì che la psichiatria permei ogni attività educativa nella vita della nostra nazione.

1950: “Abbiamo condotto un fruttuoso attacco contro un bel po’ di professioni. Le più facili tra queste sono naturalmente l’insegnamento e la Chiesa: le due più difficili sono la legge e la medicina… Se intendiamo infiltrarci nelle attività sociali e professionali degli altri, penso che dobbiamo imitare i fautori del totalitarismo e organizzare qualche tipo di attività da quinta colonna! …Vediamo quindi di diventare, molto segretamente, una ‘quinta colonna’.”

LA PSICHIATRIA DI SETTORE
Nel 1965, venne introdotta la Psichiatria di Settore su influenza francese, progetto che molti trovarono seducente in quanto auspicava la psicoterapia istituzionale e soprattutto proiettava all’esterno del manicomio, cioè sul territorio, l’attività degli operatori. Il Testo Ufficiale del 1960 – la cui stesura peraltro risale al 1954 – delinea il settore come l’unico strumento che consente alla psichiatria di porre in primo piano i problemi politici della genesi sociale della malattia mentale, e ciò a causa del suo inserimento del tessuto sociale e del suo aggancio alle problematiche collettive. Negli anni ’50 la Provincia di Venezia creò per prima in Italia un centro extra-ospedaliero per la cura dei malati mentali, anticipando di fatto di quasi 25 anni la riforma Basaglia. Il prof. Gino Pastega, medico e scrittore affermato, che fu Assessore all’Igiene e alla Salute tra il 1951 e il 1956. In quegli anni il suo entusiasmo, la sua determinazione di giovane politico portarono la Provincia di Venezia a conquistare un primato nazionale: l’introduzione della figura delle assistenti sociali nella struttura manicomiale di San Servolo e la creazione nel 1953 del primo Centro Psichiatrico Extraospedaliero in Italia per l’assistenza dei malati mentali. Nel portogruarese i servizi psichiatrici appaiono nel 1972, a Villanova di Fossalta, con un reparto decentrato del manicomio veneziano di San Servolo, presto orientato in una generica comunità terapeutica. Ma è dal 1978, con il primario Domenico De Salvia, che si avvia la trasformazione con l’articolazione del Dipartimento di Psichiatria in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (il reparto ospedaliero) ed il Centro di Salute Mentale (CSM). Al centro della nuova organizzazione c’è dunque il CSM, una struttura aperta, frequentabile senza tante difficoltà e paure da parte di chi già soffre il disagio psichico. Ma il progetto nella messa in pratica fu imposto dall’alto (TAVISTOCK) e fondato più su criteri tecnici che non sui reali bisogni della popolazione. Fu anche molto criticato per l’elevato numero di ricoveri che si registrarono a seguito della creazione di ambulatori nel territorio, che avrebbero dovuto invece avere una funzione profilattica di evitamento dell’esperienza negativa del ricovero. La legge 18/03/1968 n.431 istituzionalizzando l’igiene mentale da un lato, e, dall’altro, limitando a 625 il numero massimo dei posti letto di un O.P. si è posto come ponte giuridico per tentativi di ristrutturazione in senso “settoriale” di molti ospedali psichiatrici italiani. Psichiatria di settore viene sperimentata prima a Varese (giugno 1964) con lo psichiatra Balduzzi poi a Padova (luglio 1965) e a Torino sempre con Balduzzi e la collaborazione di De Salvia (marzo 1970)e infine a Portogruaro (1972). Provincia e Opera Pia di Torino firmano la Convenzione per l’assistenza psichiatrica che consente il distacco di operatori dagli ospedali psichiatrici per lo svolgimento dell’attività extra ospedaliera e, a modifica e integrazione della Convenzione , venne siglato nel luglio del 1973 dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL,UIL un Protocollo aggiuntivo che promuoveva la settorizzazzione.
La legge Mariotti del 18/03/1968 n.431 istituzionalizzando l’igiene mentale da un lato, e, dall’altro, limitando a 625 il numero massimo dei posti letto di un O.P. si è posto come ponte giuridico per tentativi di ristrutturazione in senso “settoriale” di molti ospedali psichiatrici italiani. Venne introdotto il concetto di ricovero volontario “per accertamento diagnostico e cura”, senza limitazioni delle libertà personali, nella direzione di un graduale superamento della condizione di ricoverato coatto. La legge Mariotti oltre all’apertura dei “centri o servizi di igiene mentale”con funzione ambulatoriale aveva anche previsto l’incremento numerico del personale, che doveva essere in rapporto 1 a 3; di conseguenza gli ospedali che si vollero adeguare ai parametri volsero il loro interesse verso un progetto di deospedalizzazione per affrontare i costi che tale riforma imponeva.

OGGI LA PSICHIATRIA DI SETTORE E’ FUNZIONALE
AL PROGETTO DEL Gen. John Rawling Rees.

Nel 2004 viene approvata dal parlamento la legge sull’amministratore di sostegno, nel 2008 viene sancito il potere assoluto di certificazione sulle “patologie” ai medici psichiatri. Il rischio che dalla perizia psichiatrica non ci si possa difendere perché è un’opinione in mancanza di prove oggettive esiste, a prescindere dal fatto che essa esista o meno poiché costituisce semplicemente la stigmatizzazione della diversità, e non dovrebbe decidere l’esito di un processo. In mancanza di prove oggettive (radiologiche, biochimiche o altro) la diagnosi psichiatrica non ha la stessa valenza di una diagnosi medica, e dovrebbe essere considerata una semplice teoria, un’ipotesi – non un “fatto”. Nell’aula di un tribunale, essa non dovrebbe avere valore probatorio”.

SANITA’ E SERVIZI SOCIALI
(Psichiatria Psicologia e Servizio Sociale)
Ospedali Psichiatrici.
Consultori familiari. (Famiglia, Infanzia, adolescenza e minori in condizioni di disagio)
Persone Anziane (Centri Diurni)
Disabilità (Centri di Riabilitazione)
Dipendenze (Sert e Comunità)
Disturbi dell’alimentazione
Salute Mentale (Centri di Igiene Mentale)
Marginalità Sociale
Immigrazione
SCUOLA
Neuropsichiatria infantile, psicologi dell’età evolutiva, psicoterapeuti ecc. ecc.
GIUSTIZIA
(Psichiatria Psicologia e Servizio Sociale)
Tribunale dei Minori
Case Famiglia
Amministratore di sostegno
Dipartimento di amministrazione penitenziaria e carceri.