I COMPLOTTAVISTOCKIANI

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LA GUERRA PSICOLOGICA DEI COMPLOTTISTI ATTRAVERSO IL “SOCIAL TURBULENCE”

Il Tavistock Institute all’interno del suo progetto fornisce argomenti e materiale mediatico-didattico anche per coloro che come mestiere hanno deciso di intraprendere la via dei complottisti. Eric Trist e Frederick Emery svilupparono la teoria della “social turbulence” (turbolenza sociale), cioè un’attività svolta da gruppi di complottisti per indebolire gli effetti shock futuri, secondo cui una popolazione poteva essere resa malleabile tramite fenomeni di massa artefatti come la mancanza di energia elettrica (il black-out mondiale voluto dai potenti), il collasso economico e finanziario, un attacco terroristico, una guerra imminente, lo sbarco degli ufo-rettiliani sulla terra o la fine del mondo nel dicembre del 2012 che adesso è stato spostato al 2021. Se gli “shock” fossero abbastanza ravvicinati e di crescente intensità, sarebbe possibile portare l’intera società a una psicosi di massa, affermavano Trist ed Emery. Essi sostenevano altresì che: le persone finirebbero con il dissociarsi, perché cercherebbero di fuggire dal terrore della scioccante, emergente realtà (falsificata); si richiuderebbero in uno stato di negazione, si rifugerebbero in divertimenti e spettacoli popolari e mostrerebbero una certa tendenza a soffrire di accessi di collera. Televisione e informazione complottista hanno lo stesso obbiettivo, creare un effetto dissociativo sulle capacità mentali degli individui. Tanto Frederick Emery quanto Eric Trist – che fino alla sua morte, avvenuta nel 1993, diresse le operazioni del Tavistock negli Stati Uniti – avevano notato che la televisione ha un effetto dissociativo sulle capacità mentali e fa sì che la gente sia meno in grado di pensare razionalmente. Gli spettatori abituandosi a sei ore o più di televisione al giorno, cedono la capacità di ragionare alle immagini e ai suoni che escono dal televisore. Già dagli anni 70 il Tavistock Institute riconobbe che l’abitudine di vedere la televisione distrugge la capacità che ha la persona di realizzare un’attività cognitiva critica. In altri termini, la istupidisce. Ma l’invenzione dell’informazione complottista ha lo stesso scopo. Stiamo parlando di due facce della stessa medaglia: da un lato, realizzare una manipolazione e un controllo coperto e sottile della coscienza e del pensiero umano mediante il potere della televisione; dall’altro, attraverso il complottismo, mutare paradigma direttamente e apertamente, cambiare i concetti basilari, ampliare i parametri e modificare il terreno di gioco e tutte le regole attraverso le quali si definisce la società o un determinato fatto, in un periodo di tempo eccezionalmente breve. Una delle persone più importanti coinvolte nel programma della guerra psicologica contro la popolazione tramite la creazione artificiale di uno stato di “turbolenza sociale” fu Kurt Lewin, pionere della dinamica di gruppo, che fece parte della Scuola di Francoforte durante i suoi primi tempi e fuggì dalla Germania quando Hitler assunse il potere.

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Anche in Italia l’esercito dei complottisti annoiati e appassionati di catastrofismo si è talmente diffuso che rischia di diventare un “problema sociale” visto che fa parte di quella ingegneria sociale tavistockiana che serve a distruggere il pensiero razionale-logico scientifico. Il complottismo ha allora come scopo principale la disinformazione alla pari della televisione. Proprio su internet la diffusione di questi teoremi del terrore ha avuto uno sviluppo incredibile. È stato visto ad esempio che il web è molto più fornito di pagine complottistiche che di siti “culturali” e ci si è chiesti quali potessero essere i metodi per limitare l’ondata di ignoranza e di incertezza che causano queste credenze. Finora si è puntato sull’educazione, sull’informazione di chi utilizza il web ma si è presto notato che si tratta di un mezzo quasi del tutto inefficace. Questo perché i complottisti rifiutano la scienza in toto e soprattutto evitano il concetto di autorità. Se un complottista ha una convinzione riguardante la salute non sarà certo un medico a tranquillizzarlo perché potrebbe essere parte del complotto. Se un individuo è convinto che i terremoti siano di origine “artificiale”, l’unico modo di informarlo sembrerebbe essere quello di spiegargli i meccanismi dei terremoti ma questo potrebbe non bastargli in quanto egli non accetterà spiegazioni da gente competente in materia in quanto questi farebbero parte del complotto. Tra gadgets, DVD, libri, video e pubblicità un vero e proprio centro commerciale che spazia dalla più incredibile storia degli UFO all’invasione dei rettiliani alla politica internazionale fino alle teorie pseudoscientifiche più assurde, un giro d’affari ben sviluppato che si nutre della credulità del prossimo e delle menti deboli ed ingenue dei clienti più creduloni. Il complottista fa della disinformazione il proprio lavoro.
Naturalmente il complottista professionista “deve essere”povero, insediato dai potenti ed amante della verità”, che conosce solo lui ma è talmente perseguitato ed ha svelato verità talmente terribili ed angoscianti che è libero di dirle a tutti diffondendole sul web e pubblica libri e DVD. Ancora più curioso il fatto che il complottista di professione lanci anatemi contro “il grande fratello”, denuncia limitazioni della libertà, annuncia la costruzione di grandi campi di deportazione e per diffondere il suo messaggio utilizza la corrotta televisione e…internet che è il “luogo” più controllato, controllabile e gestibile a distanza del mondo. E’ finito anche il periodo dei complottisti che hanno perso la loro credibilità ha furia di costruire castelli di sabbia che alla prima mareggiata vengono cancellati inesorabilmente.

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