Get a site

Category Archives: No category

PIU’ CHIARO DI COSI’ SI MUORE

L’operazione Marrazzo, gestita nel luglio 2009 da quattro carabinieri della compagnia Trionfale e con l’ombra dei ROS, D’Autilia a cavallo tra la indagine FIORI nel FANGO e minori ROM ed il caso MARRAZZO, le attività nella Cecchignola ed i militari coinvolti nella indagine Fiori nel Fango,  le attività a VIA GRADOLI, centrale dei servizi a Roma, il trans della e nella casa della Cecchignola che “compare” nelle audio registrazioni del   13 novembre 2008 mattina tra minori bambini e attività coperte, i trans di via gradoli gestiti dai servizi deviati o altro,  e morti .

 

Cancrini Luigi e Luca Petrucci intorno a Marrazzo dopo e sino ad oggi  ( e già nell’epicentro delle attività criminali orchestrate contro Paolo Ferraro prima , Cancrini attore e Luca Petrucci a consapevole copertura). 
Cancrini nel 2007 a gestire il caso Rignano Flaminio ed a pomparlo contemporaneamente buttando acqua ,  mentre scompare dalla scena informativa il CASO FIORI NEL FANGO DUE ( circuito pedofilo deviato gestito nel mondo dei militari anche della Cecchignola e di preti e professionisti insospettabili con  trecento bambini ROM vittime ) .
Nel maggio 2009,  Paolo Ferraro viene sequestrato affinchè non denunci tutto quel che ha ricostruito e capito,  ( e non si scopra e non si  metta allo scoperto la struttura operativa  segreta,  anche ),  e mentre scoppia il caso della Procura di Salerno ( che indagava  sul nucleo della associazione segreta che io ho poi denunciato dimostrandone la esistenza probabile )  a luglio 2009 partirà l’operazione Marrazzo ……. 
 

Marrazzo-l-affare-trans-due-anni-dopo_h_partb

PROGETTO TAVISTOCK 2.0 . TRATTAMENTO MENTALE, METODI, REALTA’ ED ATTIVITA ‘ CRIMINALI COLLEGATE, VITTIME, ANALISI DELLE DOCUMENTAZIONI . ROMA-CECCHIGNOLA E LE VICENDE DI TRIESTE.

PROGETTO TAVISTOCK 2.0 . TRATTAMENTO MENTALE,   METODI,  REALTA’ ED ATTIVITA ‘ CRIMINALI COLLEGATE, VITTIME,  ANALISI DELLE DOCUMENTAZIONI .

ROMA-CECCHIGNOLA E LE VICENDE DI TRIESTE:  UNA GRANDEDISCOVERY, TRA  MONARCH PSICO-SETTE A COPERTURA SATANISTA ED APPARATI DEVIATI ED INVESTIMENTI CRIMINALI 

LA TECNICA D INFILTRAZIONE, RICATTO MANIPOLAZIONE AL SERVIZIO DELLA SCALATA CRIMINALE AI GANGLI DELLO STATO MEDIANTE LA EVERSIONE NON CONVENZIONALE  TECNICA D INFILTRAZIONE, RICATTO MANIPOLAZIONE AL SERVIZIO DELLA SCALATA CRIMINALE AI GANGLI DELLO STATO MEDIANTE LA EVERSIONE NON CONVENZIONALE 

Clavicula-Nox
1. ALTEREGO E DISSOCIAZIONE COGNITIVA
L’affermare che nell’ambito del progetto Monarch sia stata trovata la tecnica e metodologia per creare in una mente molte persone o personalità distinte, ciascuna ignara dell’altra, a nostro  parere non è del tutto esatto e comunque  non integra informazione completa e chiara  .
La personalità già nella sua definizione è vista come un insieme di caratteristiche psichiche e modalità di comportamento che, nella loro integrazione, costituiscono il nucleo irriducibile di un individuo, che rimane tale nella molteplicità e diversità delle situazioni ambientali in cui si esprime e si trova ad operare.
Ma allora, vi chiederete, che cos’è il progetto Monarch? 
Per capirlo meglio bisogna partire dal concetto di dissonanza cognitiva di Leon Festinger, il quale dice che un individuo che attiva due idee o comportamenti che sono tra loro coerenti, si trova in una situazione emotiva soddisfacente (consonanza cognitiva); al contrario, si verrà
a trovare in difficoltà discriminatoria ed elaborativa se le due rappresentazioni sono tra loro contrapposte o divergenti. Questa incoerenza produce appunto una dissonanza cognitiva, che l’individuo cerca automaticamente di eliminare o ridurre a causa del marcato disagio psicologico che esso comporta; questo può
portare all’attivazione di vari processi elaborativi, che permettono di compensare la dissonanza.
Il controllo mentale si inserisce con il progetto Monarch in quellospazio mentale che attiva quelle due idee o comportamenti che tra loro sono contrapposte o divergenti.
Leon Festinger, è un famosissimo psicologo sociale che prima di creare le sue teorie si infiltrava in gruppi e movimenti per comprendere anche come funzionasse il controllo mentale da parte di uno o più soggetti su un gruppo o su un singolo soggetto.
Egli partì dal fatto che quando si parla di dissonanza cognitiva o di autoinganno si parla della stessa identica cosa; nel 1954 Festinger riuscì a infiltrarsi con dei colleghi in una setta religiosa basata sul culto degli UFO. Secondo questa setta, dagli alieni del pianeta Clarion, gli umani venivano avvertiti dell’imminente pericolo di un’alluvione, che avrebbe spazzato via la vita dal pianeta prima
dell’alba del 21 dicembre 1954. Festinger documentò come il culto riuscì a convincere i fedeli della necessità di riunirsi prima della mezzanotte di tale giorno, in un luogo dove un alieno sarebbe arrivato per scortarli fino all’astronave madre e trarli in salvo.
Come fu suggerito, i fedeli rimossero ogni oggetto metallico dal proprio corpo: occhiali, cerniere, chiusure di reggiseno ecc ecc. Alle 00:05 il gruppo si trova sul luogo prestabilito, ma l’alieno non è ancora arrivato. Qualcuno fa notare che altri orologi segnano le 23:55. Il gruppo concorda perciò che non è ancora mezzanotte
(già si attiva un autoinganno collettivo o dissonanza cognitiva collettiva). Alle 00:10 un altro orologio batte la mezzanotte. Ancora niente alieni. Il gruppo siede in silenzio, atterrito: al cataclisma mancano non più di poche ore. Alle 04:00 la leader del gruppo, che aveva ricevuto i messaggi alieni attraverso la scrittura automatica, scoppia a piangere. Si tentano spiegazioni del perché gli alieni non
si siano fatti vedere. Ore 04:45, un altro messaggio in scrittura automatica è inviato alla signora: afferma che il Dio del Culto handeciso di risparmiare gli umani dall’estinzione, e quindi il cataclisma non avrà luogo. Nel foglietto scritto dalla signora si leggeva: “Il vostro piccolo gruppo, riunendosi in così religiosa
osservanza, ha diffuso talmente tanta luce da convincere il Dio a salvare l’intera umanità”. È un tripudio. Il mattino successivo la leader e i suoi fedeli rilasciarono entusiastiche interviste ai giornali, la loro fede (e cioè il loro autoinganno o dissonanza cognitiva) divenne più forte che mai, malgrado la disconferma. La
storia è descritta molto bene e con particolari dettagli nel libro When Prophecy Fails (Quando la profezia non si avvera) di L. Festinger, H. Riecken e S. Schachter.
Come per gli alieni di Festinger anche il satanismo non esiste, operlomeno esiste come concetto astratto, l’esoterismo, la religione in generale e le altre pseudoscienze come la psicologia esoterica, la psico-magia e la numerologia (escludendo la matematica) sono realtà astratte che non portano a nulla se non a fuorviare gli individui da realtà storiche, sociopolitiche e giuridiche che fondano le loro radici su una base più concreta e razionale.
Memorabili a questo riguardo, e ironicamente impietose e lucide, alcune simpatiche interviste e almeno una tra le conferenze di una coraggiosa antropologa la Cecilia Gatto Trocchi 



che ebbe il coraggio di affrontare al fondo anche con lucido e simpatico atteggiamento razionale  ed irridente , le questioni dello “sfondamento”
magico esoterico in ambienti “materialisti ” e politici della sinistra marxista, infiltrata deviata ( dal min 3 e  33 sec.  .). 



E la stimata intellettuale e professoressa ne pagò il pezzo , pur non essendo arrivata ancora a disegnare compiutamente le più profonde ragioni strategico politiche generali del fenomeno .
Con questo contributo intendo invece limitarmi mostrare come la programmazione Monarch sfrutti anche l’immaginario satanico per traumatizzare la vittima da controllare.
Sulle metodologie, violenze, maltrattamenti ed attività estreme, e sull’uso di sostanze e farmaci psicotropi in prevalenza, vi è già vastissima letteratura , mentre reperibili sono i documenti che mostrano la effettiva esistenza e natura del progetto CIA che ha sviluppato le tecniche di manipolazione mentale.
Ma occorre chiarire alcuni concetti, sgombrando il campo da equivoci .

2. LA RILEVANZA PENALE DEI DELITTI IN AMBITI RITUALI A COPERTURA
SATANISTA E NELLE PSICO SETTE
Nel diritto penale il satanismo in sè, non ha autonoma valenza , prevalendo i principi della libertà associativa e della libertà di culto.
Le sette a sfondo o copertura esoterico satanista o le psico sette, poi, non impattano più da quasi quaranta anni con la vecchia fattispecie penale sul “plagio ” : essa fu eliminata dalla Corte Costituzionale per i suoi contorni applicativi incerti, per la non concreta delimitabilità e perchè suscettibile di applicazioni non
parametrabili ex ante e anche ex post difficilmente verificabili .
Ciò in ossequio al principio della determinatezza in concreto dei fatti di penale rilievo , o più semplicemente perchè non era dato  ex ante cosa fosse in concreto il plagio perseguito penalmente e le attività che potevano invece sottrarsi alla sanzione.
Creare una associazione a sfondo copertura o fondamento “satanista ” non è quindi di per sè reato nè lo sono le attività di generica manipolazione e condizionamenti individuale in se e per sè, ma sino ad una soglia limite oltre la quale si devono ritenere integrati altri fatti penalmente sanzionabili ( ad esempio la violenza privata, dove, oltre il plagio, attraverso la manipolazione, la vittima viene indotta a fare tollerare perchè la attività di pressione è trasmodata in aggressione alla sfera psichica del soggetto passivo che viene in forme varia minacciato o riceve anche attività fisiche volte ad intimorirlo ) .
Ma il “tipo” della associazione vriminale, con riguardo agli illeciti in essa
di norma consumati al chiuso, sarebbe teoricamente trasfondibile in
una nuova fattispecie : “Associazione di stampo satanista “.
Di questo reato ulteriore per ora non se ne sente alcun bisogno, perchè basterebbe ed avanzerebbe la fattispecie di associazione per delinquere e nei casi di associazioni potenti e di potenti , la fattispecie di associazione di stampo mafioso ex art. 416 bis CP data la congerie di reati singoli che risultano riconducibili a tali ambienti “criminali” e spesso molto ben “frequentati ” per ragioni affatto diverse dalla astratta “ideologia” satanista .
Tra ‘altro la idea spesso, funge da mera copertura delle attività , giustificate con il feticcio satanista , che serve a sua volta ad imbrigliare irretire condizionare e terrorizzare le vittime elettive, in particolare, donne e bambini .
In quei contesti vengono difatti commessi, come naturale conseguenza della loro caratteristica, dell’insieme di valori/disvalori praticati oltrechè teorizzati, e dei circuiti economico criminali e segreti che vi girano dentro ed intorno,   una miriade di fatti costituenti reato.
Si tratta di reati anche gravissimi e metodicamente gestiti, con coperture talvolta potenti, quando si tratti di attività di soggetti di “potere ” o di attività coperte con altre finalità, e da apparati segreti sorvegliate e partecipate, per finalità loro ulteriori.
La circolare del MINISTERO dell’INTERNO che nel 1998 istituiva le S.A.S. ( squadre antisetta ) ciò premesso, elencava delitti e loro tipicità nell’ambito delle sette, e si va dalla violenza privata, alle violenze sessuali pluriaggravate anche in danno di minori, dal sequestro di persona, alla circonvenzione per scopi di sottrazione patrimoniale, dalle lesioni, percosse e fatti di altra varia gravità sino agli omicidi. In tali ambiti l’uso stesso di sostanze psicotrope illecite e vietate chiama lo spaccio , e la attività talora si incardina o collega a sua volta a traffici anche internazionali, e le connessioni in questo settore , e il ruolo delle criminalità organizzate tradizionali ed altre è cosa nota. ( una ultima indagine partita nel circondario di Teramo, ha scoperchiato per una ennesima volta intrecci e connessioni , ma in contesti di traffici internazionali indicando che Afghanistan, Kossovo, Campania,Abruzzo , camorra , n’drangheta ed ambienti militari risultano legati da fili divenuti visibili ).
Comunque, per chiarire meglio, l’ omicidio doloso è il delitto previsto dall’articolo 575 del Codice Penale che consiste nel provocare volontariamente o premeditatamente la morte di un’altra persona: la circostanza della commissione in ambiente esoterico satanista non ha una sua autonoma incidenza , ad oggi . Le modalità crudeli o specifiche con cui viene accompagnato il delitto, possono essere in fatto tipiche e caratteristiche per gli omicidi a sfondo rituale. E lì interviene una aggravante generica .
Insomma, “Satana” non è una aggravante nominata e tipica , e soccorre invece , non me ne vogliano adepti idioti e partecipanti eccellenti, la aggravante del “motivo futile ed abietto” ( si pensi ad eccidi di neonati o bambini in tenerissima età. a cavallo tra ritualità e “snuffing” , cioè tra demenziale immonda criminalità e lucro illecito penalmente).
Ciò vale ad esempio anche per la fattispecie di cui all’art. 609 bis C.P. , che prevede la pena della reclusione da cinque a dieci anni per chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali, ed abusando delle
condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa almomento del fatto, e .per la fattispecie di cui all’art. 609 ter C.P. che stabilisce la pena della reclusione dai 6 ai 12 anni se la violenza è commessa: nei confronti di una persona che non ha compiuto gli anni quattordici.
E si potrebbe continuare, ma , insomma, direi opportunamente, Satana non aggrava e i criminali cialtroni che si coprono con nefandezze ed idealità manipolanti, vengono semplicemente trattati per quel che sono ,e con tute le ordinarie aggravanti che basterebbero ed avanzerebbero in punto di adeguatezza della pana .

3. SUGGESTIONE, IGNORANZA, RITUALITA’ E USO DI SOSTANZE PSICOTROPE
Satana e il satanismo nascono come un’invenzione dell’uomo che però rimane tale per il suo intrinseco legame con la religione, i movimenti new age e quelli esoterici che alimentano questo lavaggio del cervello. Nel dopoguerra l’uso strumentale e manipolante della esoteria e del satanismo raggiungerà vette strategiche e, ad esempio in Italia piomberanno uomo CIA e altro, per fondare , sempre nella Campania della NATO e della CIA , ed attorno a realtà militari, tempio di Seth  la filiale di Sothis del Dragon Rouge .
Per un giudice e per il diritto penale, uccidere o violentare donne e bambine con un grembiule bianco, una tonaca rossa e la maschera da caprone non aggrava né alleggerisce nè rende meno illeciti i reati commessi.
La sorta di sceneggiatura ritualistica e le tecniche anche solo vocalmente manipolatorie, hanno lo scopo di comandare più facilmente su altri membri o vittime , attivando primariamente quel fenomeno che si chiama plagio, difficilmente dimostrabile . A questo punto le persone presenti vegomno veramente e propriamente trattate , diventando complici/vittime , spesso in duplice ruolo, di reati penalmente perseguibili. I plagiati porteranno con sé il segreto evitando di denunciare solo perché l’individuo con la tonaca rossa e la maschera da caprone ha creato un setting ambientale suggestivo e terrificante, attivando uno shock nei partecipanti, innescando loro una paura già latente; chi di noi non è nato con il concetto dell’angelo e del demone?
In questo modo anche si creano gli schiavi del controllo mentale dove lo shock prima e il plagio dopo, modificano radicalmente il cervello e il loro modo di apparire dai loro HANDLERS (controllori/addestratori).
Gli HANDLERS imbottiscono anche di droghe o psicofarmaci i loro schiavi mentali, costringendoli a dissociarsi dalla realtà attraverso degli intensi traumi e attraverso il dolore.
La paura per la propria incolumità fisica (aggressione fisica e verbale) e minaccia alle basi biologiche dell’esistenza (carenza di cibo, assenza di un tetto ecc.ecc.) diventano le paure costanti che accompagnano le vittime del controllo mentale.
Generalmente gli HANDLERS possono essere militari, donne con un certo tipo di
temperamento e di carattere ed ahimé “elettivamente ” medici, psichiatri e psicologi; non scordiamoci ad esempio che la somministrazione di certi psicofarmaci e di certe droghe necessitano di una supervisione da parte di esperti nel settore della medicina.
Dall’America arrivò la testimonianza diretta di Cathy O’ Brein vittima del progetto Monarch e co-autrice del libro Trance-Formation of America. Questo progetto è stato condotto e finanziato da banche, organizzazioni politiche e militari e agenzie di intelligence pubbliche e private. I programmi di questo “filone ” progetto in ambito politico militare hanno lo scopo di creare assassini/e, schiave o schiavi sessuali ossessionati dal sesso e persone totalmente controllate, messe al servizio del Progetto in molti e svariati modi.
Vi è l’uso del materiale umano ed ambientale costruito per finalità militari, segrete, di deviazione e ricatto e controllo politico e ancor di più un uso sistematico ed eversivo .
E oggi in Italia, grazie al magistrato Paolo Ferraro, abbiamo delle prove audio del Progetto Monarch che dimostrano i metodi utilizzati per creare una schiava mentale o, per usare il termine scientifico più adatto, una donna con Disturbo Dissociativo dell’Identità artificialmente implementato e “gestito “ mediante la creazione di ALTEREGO “inrecambiabili”. .
Gli audio sono difatti  proprio anche la prova di quelle tecniche che vengono utilizzate per provocare nella donna in questione una suddivisione della mente in una serie di comportamenti da attivare gli ALTER; ALTER creati molto probabilmente in seguito ad attività   di torture continue e altre forme di trauma estremo sicuramente già vissute dalla donna nel suo passato.
E nel memoriale del dott. Ferraro emerge la notizia di violenze raccontate a “specchio” come se fossero state patite da amica della Sabrina e dell’intervento sollecitato verso la fine del 2006, di un ufficiale di pg del commissariato Esposizione .
E’ a quel punto, dopo una sequenza gestita e di gravissime pressione, violenze ed attività scioccanti,   che la donna diventa uno zombie dalla mente controllata, dalla sua HANDLER o dai suoi HANDLERS. 
E se ne  ne sottrae, e magari in contesti di apparati servizi più o meno deviati , viene ripresa e nuovamente piegata poi ai fini della organizzazione criminale , comunque. 

4. IL FONDAMENTO DELLA PROGRAMMAZIONE “SOPRANNOMINATA” MONARC 
L’ALTER o l’AUTOINGANNO (ricordate Festinger: quello spazio mentale che
attiva quelle due idee o comportamenti che tra loro sono contrapposte o divergenti) crede di essere la mente nella sua totalità, mentre non rappresenta altro che un frammento di essa.
Quando la donna all’interno del suo appartamento veniva a contatto con gli altri individui inseriti nel progetto, tutti pensavano che quell’alter era la sua vera identità, e anche la donna in questione, “la vittima”, crede la stessa cosa. Gli alter nascosti vengono programmati con altri vari ruoli o incarichi e quando viene
dato l’avvio a una parola, a un suono o un’azione specifici, avviene il passaggio a un altro “alter” della donna. Un alter nascosto subentra a quello precedente, che viene momentaneamente parcheggiato nel subconscio, e prende il sopravvento sul
comportamento e sulla percezione della persona in questione. Una volta che l’incarico è stato completato, gli alter vengono invertiti e quello di facciata dopo un po’ torna a prevalere, magari attivato da un suono o comando che vale come ordine di dismettere l’alter precedente e di riattivarne un’altro nuovo  L’alter di facciata non ha la minima idea di ciò che l’alter nascosto ha sperimentato in sua assenza a causa di una barriera amnesica che blocca all’esterno il ricordo degli orrori o delle attività estreme sperimentate da quell’alter specifico. Ma può avere ritorni  soffusi e percepiti come onirici, sensazioni di buio profonde , reminiscenza  di sensazioni fisiche piacevoli e forti , e , dato che irretimento precedente e contesto delle attività è un presupposto della stessa selezione subita, la vittima, può avere valide intuizioni sugli accaduti ma senza coscienza piena. Tutto questo non è ricordo nel senso pieno che noi attribuiamo alla parola .
5. DISAMINA E CONTESTUALIZZAZIONE DI ALCUNI AUDIO SIGNIFICATIVI PRESENTI NELLE REGISTRAZIONI DELLA CECCHIGNOLA
 
I brogliacci con trascrizioni delle registrazioni realizzate all’interno della abitazione della Cecchignola , e gli  audio ascoltabili con player anche integrati, da cui sono stati estratti i contesti,  passi e file sotto analizzati , vengono dalla fonte costituita dai post omologhi con il medesimo titolo, immessi  in tutti i  blog del CDD  e riprodotti in vari siti  ulteriori in rete . 
UNa versione completa (con addirittura due tipi di player incorporati oltre al link con rinvio a file) si trova all pagina  http://cddgrandediscovery.altervista.org/184/ .
UNa prima analisi del contesto e degli audio era già nel MEMORIALE immesso in tutti blog . 
Vi è poi l’articolo ” Lettera a Ciancio ” versione integrata con audio , che contiene una parziale ma interessante prima analisi e contestualizzazione . Quì indichiamo solo un link http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/news/marra-le-massonerie-deviate-il-giudice-ciancio-e-paolo-ferraro-il-coraggio-dei-veri-intellettuali-geniale-/
UN agevole indice che consente di  scegliere il blog graficamente più corrispondente ai propri gusti ed esigenze è nell’indice  http://cddindex.blogspot.it/
§§§§§§§
Dall’analisi sommaria degli audio regalati al mondo dal dott. Paolo Ferraro emerge , la certezza che ad esempio , il martedì 11 novembre 2008 verso le 19 e 20 un gruppo di uomini, militari, donne e bambini presenti si allontanino al suo ritorno a casa, impartiti ordine di ” tornare indietro ” al gruppo, e da uno dei militari, subito dopo,  comandi di condizionamento alla Sabrina . ( Vi è da tempo in rete sia la tabella conclusiva delle prime rilevazioni fate al volo dal dott. Ferraro nel novembre-dicembre 2008 che la scheda di valutazione che fu costruita per analizzare con metodo logico statistico i file audio
Quegli ordini sono con evidenza diretti  ad attivare l’alter che consenta alla donna di dismettere il ricordo del recente accaduto, riprendere cognizione di essere stata ed essere sola a casa ( ” se torniamo indietro non c’è nessuno ?!?! ” ), e riattivare la personalità dedicata, l’alter cioè   riservato al contesto di vita ordinario, ( personalità che. con la effettiva impronta vocale della donna , ricompare alla fine del breve audio, quando riprende la personalità e relativa voce al rientro del dott. Ferraro e del di lei figlio ). 
L’uomo del gruppo, che funge da handler non si dimentica nè di imporre l’appuntamento pressante per il giorno giorno dopo, nè di dare il comando che concerne l’altro ALTER ( ” a domani .. fài la pàrte “ ) ed usa la cortesia immaginifica da trattamento mentale che precostituisce il consenso indotto alla prosecuzione della attività scissa l’indomani ( ” dobbiamo apparire , dobbiamo riapparire ?! ”) . 
Quando la sequenza delle “indicazioni comandi ” dell’handler termina, la donna con voce infantile e smarrita sussurra  “dove andate …?!?! ” … e,  trattandosi di persone tutte abitanti nella palazzina in appartamenti limitrofi,  ci sarebbe di che rimaner sbalorditi se non fosse una mera controprova ( anche logica) dello stato trattato della donna . E’ peraltro evidente che la donna ancora non si rende conto nemmeno che tra pochi secondi rientreranno dalla porta dott. Ferraro e figlio di lei .
E vi è di più, l’handler, dopo la sequenza di comandi un pò troppo concitati e rapidi,  rassicura i presenti preoccupati, che si stanno rapidamente allontanando per il segnalato ritorno a breve  del magistrato, con la frase pacata e professionale di chi   attesta comportamenti futuri programmati Con calma, per venire ci chiama  .
Quì di seguito il  video audio, che nella parte di coda  con didascalie  ripercorre tutta intera questa  sequenza, a partire dal  minuto 6 e 13 secondi  ( il link consente di aprire direttamente in rete il video dal punto esatto ). 

 
IL file audio che stiamo per far  ascoltare, il   n. 17, precedut da due audio per meglio contestualizzare la situazione,  si ambienta In un contesto inequivoco con presenza tra le altre, di probabile bambino zingaro incerto nel parlare e leggere,  prima di attività inequivocabilmente  pedofile e parafiliache illustrate quanto basta da mugolii soffocati ed altri suoni “interpretabili agevolmente ”  ,  con la incredibile presenza di ulteriore ennesimo  uomo che, appena bussato piano alla porta ed entrato,  saluta astante con l’appellativo ” hei Polpot “  ( !?  *)
 

(* la circostanza apparentemente stravagante  è trattata in altra sede che contestualizza  l’ambiente militare , la ulteriore copertura ideologica del gruppo, ed aspetti di quadro illustrati magistralmente in due anni di lavoro dal dott. Ferraro  http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/)

E’ il giovedì mattina 13 novembre 2008
 .
E’ sempre nello specifico contesto di quella mattina, che  scelta di tonalità vocali e di “gestione” della Sabrina e dei bambini presenti lasciano inizialmente interdetti:  la voce cantilenata e semi-magica della Maria ( definita da Paolo donna autorevole e scortata , nel MEMORIALE ) che insuffla con tono assurdamente flautato, in contesto di “attività” su una panca :  ” ma lui stà là … aiuta Mary … ma tù …. aiuta là ” .. ?!) evoca sinanche passi e ambientazione disneyana da Alice nel paese delle meraviglie . 
E anche questa metodologia vocale, nel contesto,  con presenza di due bambini si presta a sin troppo facili considerazioni , in tema di  suggestioni e manipolazione, che diamo per scontate .




Ebbene è in quella situazione , ( che sarebbe ancor più approfonditamente contestualizzabile , se si vuole ricorrendo ai brogliacci ed ai file audio 13, 14, 15 , 16, dettagliando la descrizione delle persone viste nel tempo da Paolo Ferraro e la struttura della stanze dove vengono fatte le registrazioni ) che si evidenzia una tra le precise prove pressochè inequivocabile del trattamento della Sabrina. 

Sabrina invitata a ritornare nella stanza,   con panca e bambini più altro uomo e donna , e a “entrare in paradiso ” , dopo un suono acuto di tipo elettronico ( che ricorre nelle registrazioni ) , mentre canticchia una strofa della canzone “In paradise” , viene interloquita dalla Katia (  voce nota e ripetuta e indicata in un dialogo preciso dalla stessa Sabrina col nome ..di lei    fil n. 33 al secondo 41  ) con la incredibile frase foneticamente percebile senza alcun possibile equivoco :
ah bèdèlta dài“
 . Sabrina replica con voce infantile ed interdetta “che fai .. ?! ” .

La espressione rivela  metodologie di ascendenza militare segreta   (  è stata  desecretata nel 2007 la prova dei relativi progetti attuati,  MK-ULTRA
e MONARCH
  risultando disponibile persino la banca dati della CIA messa a disposizione in rete “anche”, ulteriormente,   da Paolo Ferraro  ) . 
Per la identificazione del doppio livello “beta” e “delta”  e  il significato del comando rinviamo alla letteratura  in rete  e segnatamente all’articolo  graficamente

meglio confezionato.  

Potremmo continuare per decine e decine di pagine , ma ora si deve ribadire che la presenza di bambini e minori e con accento e dialetto inequivocabilmente nomade rappresentano un fatto INCONTESTABILE ( è al secondo 5 , appena spenta  la tv il cui audio era destinato a coprire le attività in corso, che compare la voce del minore e poi,  subito dopo,  la voce tagliente e militare di chi ordina ” vatti a vestire ” .. ( ovviamente Paolo Ferraro ne ha riconosciuto la voce , per averlo incontrato per le scale , e conosce anche visivamente le sembianze  dell’uomo ma ad un MAGISTRATO della
Repubblica è stato impedito di testimoniare ed è stato poi sottoposto a sequestro di persona,  NON TSO … mai emesso
).

Sorge anche la domanda chi è l’uomo, e chi è la persona che da l’ordine militare e con terminologia da operazione militare: ” torniamo indietro, torniamo indietro, capito ?!?!”.

A puntuale conferma la mattina dopo che il gruppo era uscito ( vedi sopra )  mercoledì 12 novembre 2008 ore 9 e 20 c,a, , l’handler che si  intrufola in casa seguito poi dagli altri,  fa la domanda diretta alla Sabrina ” sei una monarch ?!?! ” e lei risponde ” ” No …. compàre …. sì ” . 
( ascoltare con attenzione o verificare in rete la versione con didascalie ) .

L’immagine della donna  del video, con volto tumefatto alla guancia sinistra gonfia,  e legata , fu vista nel pc da lei usato ed usata l’iconetta da un interlocutore che tentava di agganciare lei o il figlio usando skype all’indirizzo di lei . Le probabilità che sia  una immagine di Sabrina usata come iconetta ( gif) vi sono . Si confronti quel viso con  le sole caratteristiche generali del viso e capelli della donna in fotografia reale offuscata per motivi di privacy . 



Che il contesto fosse ben più pericoloso e  macabro , lo si evince  “anche”  dei lamenti infantili, un rumore come di un colpo inferto che li interrompe, due sospiri tremanti della trattata Sabrina e una sollecita altra e diversa  roca voce femminile che invita ” cavernosa e stregonica  ” con impostazione sacrale  a fornire  degli stracci : ” stracci da passare ” …  ( e ovviamente è l’ascolto che indica il significato ed il contesto, e che lascia escludere ragionevomente , , che si giocasse con palloncini pieni d’acqua ….. e ci si passi la battuta e provocazione  ) 

Cadenze ritmiche e serrate o auliche,  quasi recitate ( ” IL DO-LO_RE “.. ) confermano in varie altri audio una matrice mista, anche esoterico antica delle rituali attività ed iniziazioni sessuali, e al contempo la matrice del trattamento gestito anche attraverso educazione al,  e inflizione del,  dolore.

Significativo , ad esempio, il file dal quale si evince la rituale e cadenzata frase ”
dève co-nò-sce” al secondo 8, che evidenzia il fine rituale  della attività certamente anche sessuale, 
Tra l’altro la voce  appartiene  alla Sabrina, quindi L’ALTER in cui è stata immessa è quello di sacerdotessa più che ragionevolmente .            ( l’ascolto dell’ulteriore  file audio  procedura di cui al file audio n. 19 , richiede di  leggere prima,  con attenzione,  la legenda nel brogliaccio e relativa trascrizione,  riportata anche in commento al file audio nella pagina soundcloud )
Comunque è dato supporre, data anche la certa natura della azione organizzata,  in danno di magistrato attenzionato da decenni , per doti e capacità,  che vi fossero contestuali attività di registrazione video e pedopornografiche che avvenivano all’interno di quell’ appartamento, durante gli ingressi delle persone,  e che  abbiano una copertura più vasta, necessaria, e  che supera anche i confini della zona civil-militare.


Donna trattata, uomini, donne, militari impegnati come si evince anche dal linguaggio,  in una sorta di “operazione” con controlli esterni alla palazzina , e zingarelli, bambini a loro volta usati, uso imposto di sostanze certamente psicotrope, e trattamento con chiari indici di regressione gestita e molto altro oltre le mere attività più direttamente sessuali o parafiliache . Compare persino una voce “professionale ” e tipica  di contesti che, non solo per questo, evocano il fatto Marrazzo di via Gradoli, con le morti a catena successive, vicenda  ben nota e coeva alla denuncia ed alla azione successiva criminale contro il dott. Ferraro . 

 

 

In questo contesto trovano  necessaria  spiegazione  unitaria, circolare e   coerente tutti i frammenti evidenziati nei brogliacci e tra gli altri quelli che attengono a :

  •  le pressioni cui viene sottoposta la donna affinchè “beva” la sostanza che la pone in stato di tranche o scissione agevolata e meglio gestibile,   sin dalla prima sera,   ed il suo inutile tentare di ribellarsi ( non mi và ) , nonchè le  frasi e attività dirette a farla mentalmente regredire all’età giovanile “opportuna” e ben nota al gruppo operativo ( 8 novembre 2008 0re 19  e 50 c,a )
  • l’uso ripetuto di sostanze psicotrope e la presenza di queste in quantità ingenti ” apri .. pacchi .. ” 
  • il risveglio mediante azione che riporta la donna nello stato di baby doll e la voce di lei ad operazione completata,  che realmente sbalordisce chiunque non sappia di regressione e trattamento mentale 
  •   l’incredibile esito di una donna che ( con voce lirica che non ha nell’ALTER della vita ordinaria) canta un pezzo lirico ovviamente assolutamente ignoto  all’ALTER quotidiano, mentre Katia insuffla musicalmente ” tu m’hai detto sì..” , contesto cui può attribuirsi significato grazie   alle  frasi e attività sopra ascoltate,  quelle  dirette a far mentalmente regredire la donna all’età giovanile “opportuna”,  ma in questo caso ad una personalità e persona che appare non coeva e moderna … 
  • la evidenza di un ordine/comando sussurrato e cantilenato da Katia  per riportarla nell’ALTEREGO voluto ( ” non è più me stessa .. mi ha cacato il cazzo ” da sec 5 a sec 9  ) al quale Sabrina,  reagisce/risponde  con voce regredita da ragazzetta isterica :  ” mi ha cagato il cazzo , mi ha cagato la minchia ” ). 

 

A questa analisi era giuntoto Paolo Ferraro nel maggio 2009 ,  quando subì il sequestro di persona ed il blitz illegale . 

Ma è la spiegazione che attiene ad un Procura che nasconde, minaccia , accerchia,  afferma che si sente solo una donna sola,  intenta a lavori casalinghi,  suggerita da una relazione di ufficiali di PG del Reparto Operativo CC di TRASTEVERE, ed e la spiegazione che attiene ad  una magistratura deviata che poi tenterà di distruggere a tutti livelli il magistrato Paolo Ferraro, che  hanno richiesto ben due anni e mezzo di analisi e verifiche,  portate ormai a termine .  

§§§§§ 

I bambini  trattati e inseriti nel progetto Monarch sono bambini che presentano atteggiamenti anomali e sintomatologie comportamentali che vanno dall’introversione acuta alla tensione emotiva acuta con problemi dell’attenzione e dell’apprendimento. 
Quindi ci devono essere pediatri, insegnanti, scuole e associazioni culturali, sportive e religiose che coprano tutte le anomalie di questi bambini per mandare avanti questo perverso progetto. 

 

La testimonianza di Cathy O’Brien è la prova che il suo disorientamento era dovuto al continuo abuso che lei subiva in conformità alle richieste del progetto Monarch. Cathy venne mandata in una scuola cattolica, una delle tante usate dal governo per ospitare al sicuro i bambini sottoposti a controllo mentale, sotto lo stretto regime previsto per accrescere la gravità del loro Disturbo Dissociativo d’Identità. I Gesuiti, I Cavalieri di Malta e la Chiesa Cattolica con le loro gerarchie sono tutti coinvolti nelle atrocità per il controllo mentale con una rete che ha un collegamento con le abitazioni private, i centri di accoglienza e scuole dell’infanzia per assicurare un costante approvvigionamento di bambini. Le religioni vengono ampiamente usate per manipolare la gente e ideologie e istituzioni religiose si sono prestate  a fungere da copertura “rispettabile”

Questi bambini sono accerchiati e prigionieri dei loro carnefici che spesso sono gli stessi genitori che hanno aderito al progetto anche per gonfiare il loro conto in banca. Si proprio così, i cospicui finanziamenti che vengono elargiti non servono solo a pagare i soggetti che lavorano (per modo di dire) e studiano intorno a questo progetto ma anche le vittime di questo progetto,  le quali vengono pagate con parcelle in denaro che fanno gola soprattutto quando le crisi economiche sono gravi e il lavoro sano e onesto manca .

§§§§§

In un recente articolo il dott. Paolo Ferraro ha messo in evidenza la storia di una particolare Amministrazione  pubblica nata in Italia nel 1953 ( lo stesso anno dell’avvio del progetto MK-ULTRA succeduto al progetto bluebird ed antesignano del progetto Monarch,  sua prosecuzione). Questa Amministrazione  sperimentale, per servizi asili e minori e minori orfani oltrechè anziani handicappati e non, era collocata in modo autonomo nel Ministero degli INTERNI ( il che già la dice lunga, anche se aveva una competenza di supporto alle attività della protezione civile), ma era anche fortemente intrecciata anche alla Chiesa e presieduta dal fratello del papa Montini ( Paolo VI ):  usufruiva di un importante FONDO di provenienza  statunitense ,  ex fondo U.N.R.R.A. per la ricostruzione nel dopoguerra, era gratificata da un controllo contabile meramente successivo ed era stracolma di figure professionali miste , fatto anomalo per la P.A. dell’epoca ( psicologi, assistenti sociali  medici etc). Nella rete vi è traccia di incontri del personale con  ambienti cattolici di matrice scozzese, e di altre “correlazioni”. 

Sparirà la A.A.I. con il decentramento regionale ed il decreto del 1978 , e presentava in sè tutti gli elementi e connotati di cui sopra . In essa lavorava il padre del ragazzo Valerio Verbano, morto in condizioni e contesto ancora irrisolti, per mano di un commando terrorista a connotazione cromatica “nera ”  che sembra mirasse ad una agenda ed in essa a tre pagine mai recuperate e risultate strappate . 
§§§§§
 
Comunque , aldilà della disgressione ultima, è In questo humus ed in contesti religiosi prevalentemente, sino agli anni settanta,  che si  sono sviluppate sperimentazioni ed attività in Italia non documentate pubblicamente , ma traccia ve ne dovrebbe essere negli archivi  se non opportunamente “bonificati ” . 

E dove si poteva d’altronde in  quegli anni  , dove  non c’erano la SAMAN di Latina, case famiglia a serrande abbassate  mentre centri sotterranei o meno,  militari e non, erano  allocati prevalentemente in Sardegna e Friuli  ?!?!

Maggioriinformazioni http://paoloferrarotrumanshowstory.webnode.it/news/la-morte-di-valerio-e-i-segreti-del-ministero-degli-interni-/

Un altro paio di maniche  è difatti quello che è avvenuto , dalla fine degli anni ottanta in poi, dove i luoghi, le attività sociali diffuse e persino la assistenza ai tossicodipendenti, hanno fatto fiorire una miriade di punti nascosti, di trattamento gestione e sfruttamento delle varie utilità ricavabili .
Un vero e proprio processo degenerativo diffuso, anche, e vigilato da un coagulo di esperti psichiatri psicologi e, anche, criminologi . 
Anche quì soccorre una compiuta analisi generale 
§§§§§§§§§§§§§§§
Il video di Paolo Doppieri in versione italiana ridotta che fu presentato alla FECRIS Conference di Londra nel 2010 rende bene l’idea di come una donna viene inserita all’interno del progetto Monarch. Oltretutto il simbolo che la ragazza mostra alla base del suo tallone è molto simile a quello del gruppo Dragon Rouge.
logo_intro_new


Una tecnica che conoscevano molto bene anche gli antichi Egizi e i Babilonesi e che poi venne ulteriormente elaborato nei campi di concentramento della Germania nazista. Il Mossad, l’agenzia rotschildiana dell’Intelligence che ha sede in Israele, è esperto di queste tematiche, e si è servito di dinamitardi suicidi programmati per dividere, tenere in pugno e bloccare ogni trattativa di pace che i sionisti intendono mandare a monte deliberatamente. Non è dà sorprendersi quando l’ex Ministro della Difesa tedesco Andreas von Bulow disse che il terrorista “arabo” Abu Nidal, l’Osama bin Laden del suo tempo, era un elemento del Mossad.

6. TRIESTE SATANISMO E CIRCUITI DI POTERE SOCIALE

Poi c’è Trieste. Ma non quella Trieste astratta e artefatta che sul “Piccolo” del 20/9/94, fa uscire l’articolo di Silvio Maranzana corredato con le fotografie di Fabio Balbi, intitolato: “Io, l’ultimo principe delle tenebre” dove racconta il suo incontro con un uomo definito il “Principe delle tenebre”, corredato da alcune foto che rappresentano un uomo e una donna incappucciati ed un’automobile della quale non si vede la targa. Scrive Maranzana, gli inviati furono portati in auto fino a Basovizza da dove furono fatti proseguire bendati “per alcuni minuti di strada asfaltata e alcuni di sterrato fino ad uno strapiombo sulla Val Rosandra” (ad occhio e croce probabilmente si tratta della strada che dalla foiba di Basovizza porta a San Lorenzo). Lì trovarono una giovane donna che non proferì parola, ma con dei cenni li condusse fino ad una radura poco distante dove, in un prato, vicino ad una Mercedes con la targa celata, si trovava un uomo incappucciato, denominato dal giornalista Principe delle tenebre. Quest’uomo avrebbe dichiarato a Maranzana di essere originario di un paese dell’est e di essere arrivato a Trieste quindici anni prima per motivi di lavoro. La moglie viveva a Roma, lui aveva, all’epoca, circa cinquant’anni, e nella vita “normale” era manager di una azienda di compravendite nel ramo tecnico commerciale, “regolarmente iscritta alla camera di commercio”, si precisa.
Ma una Trieste dove il SISMI e un certo apparato della Marina Militare fanno da padrone. La Trieste del Generale Fulvio Martini burbero e anche scorbutico, grande comunicatore, pronto a prendersela con Giulio Andreotti che aveva rivelato l’esistenza di Gladio ma anche a sospettare pubblicamente un coinvolgimento di francesi e americani nella strage di Ustica. Scrive Martini: eravamo completamente dipendenti dal servizio americano e da quello israeliano, i quali avevano mezzi superiori ai nostri, ma avevano anche interessi diversi.
La Trieste dove un tizio di nome Frank Giano Ripel (alias Gianfranco Perilli nato a Trieste nel 1957 ) si autodefinisce l’anticristo o la grande bestia 666 ( probabilmente anche il soggetto in questione soffre di un disturbo dissociato di identità) ed è il teorico-letterario di moltissimi testi esoterici pubblicati in tutto il mondo e usati anche dal Dragon Rouge.

antichi-deiritorno-degli-dei61XpAf6irNL._SL500_SY300_www.inmondadori.it1libro-dolce-e-amaro


Testi di una letteratura che usa la cultura dell’antico Egitto per portare avanti e nel concreto un progetto che nasce dalla “Teoria generale dei sistemi” teorizzata da Ludwig von Bertalanffy.


ludwing-von-bertalanffy


Ludwig affermava: i metodi della suggestione di massa, della liberazione degli istinti della bestia umana, del condizionamento e del controllo del pensiero sono stati sviluppati così da raggiungere la massima efficacia; e proprio perché il totalitarismo moderno è così spaventosamente scientifico, l’assolutismo dei periodi storici precedenti sembra, in confronto, un espediente improvvisato, dilettantesco e relativamente innocuo. Trieste a questo punto si divide in due, da una parte chi porta avanti “la Teoria generale dei sistemi” utilizzando quella ingegneria sociale scientifica che sta distruggendo lo strato sociale intermedio della citta, dall’altro i nostalgici che si aggrappano alla patria di Franco Basaglia, il portatore di una nuova immagine della psichiatria oramai lontana nel tempo . Non scordiamoci che a Trieste sorge il manicomio psichiatrico “San Giovanni” anche sede centrale del WHO Word Health Organization (vedere prima parte).


Made by Samsung DVCMade by Samsung DVCMade by Samsung DVC


















.





7. PSICHIATRIA, MINORI SOFFERENTI E AMMINISTRAZIONI DI SOSTEGNO IN DANNO


Davanti all’ufficio del Health Mental c’è Marco Cavallo un gigante di legno e cartapesta, dal colore azzurro: un’opera collettiva realizzata nel 1973 dentro il manicomio di Trieste, di cui era direttore proprio Franco Basaglia.


Marco_Cavallo_Trieste_1973_marzo


L’opera s’ispira a un cavallo in carne ed ossa, che per lunghi anni era stato adibito al trasporto della biancheria usata all’interno dell’ospedale psichiatrico. L’animale era una vera e propria istituzione per i “matti”, che lo chiamavano affettuosamente per nome, chiacchieravano con lui, gli davano da mangiare pezzi di pane e l’erba strappata dal prato. Marco, giunto alla vecchiaia, era stato destinato al macello… ma su richiesta dei ricoverati era stato salvato ed aveva trascorso l’ultimo periodo della sua esistenza in un box dell’ippodromo triestino. Probabilmente l’unica cosa buona che è rimasta della psichiatria triestina è il lontano ricordo di Franco Basaglia e Marco Cavallo dal colore blu. Ma anche oggi Marco Cavallo è solo un lontano e bel ricordo. L’Odierno schema che si segue a Trieste è simile se non identico alla Teoria generale dei sistemi di Ludwig von Bertalanffy ed è il seguente: persone che dalle loro condizioni obiettive e da accertamenti psichiatrici indipendenti risultano perfettamente capaci di amministrarsi sono state invece dichiarate incapaci con perizia psichiatrica istituzionale e sottoposti costrittivamente da un giudice ad amministratori di sostegno scelti tra giovani avvocati o praticanti, o comunque tra estranei, invece che tra i famigliari, e senza il loro consenso o contro la loro volontà. Le persone così ridotte ad amministrazione forzata risultano inoltre essere sottoposte ad un regime di espropriazione dei diritti civili sostanzialmente analogo alla vecchia tutela. Non possono più disporre dei loro beni e nemmeno della corrispondenza, non possono denunciare l’amministratore, vivono di stenti, non vengono informati della gestione finanziaria dell’amministratore, nemmeno per le compravendite di immobili, e non possono comunque opporvisi. Tentativi istituzionali di delegittimare coloro che denunciavano queste situazioni, come fossero degli squilibrati, un sistematico controllo sulle famiglie indigenti o con problemi sociali alla quale c’è la sistematica minaccia di togliere i figli portandoli in case famiglie o comunità; il caso più sconvolgente è quello di una bambina strappata alla madre all’età di otto mesi da un poliziotto, lo stesso che si macchiò del delitto di Riccardo Rasman e consegnata attraverso il giudice tutelare a una cooperativa romagnola in Imola.

 

E poi ci sono le testimonianze di più persone sul Dipartimento di Salute Mentale di Domio dove si denuncia con forza il degrado in cui versa tale struttura. Inserisco solo una parte di una testimonianza scritta, nel rispetto della privacy della denunciante: Il Dsm di Domio è la più rampante testimonianza di abusi psicologici, fisici e sessuali degli ultimi anni a Trieste dove ragazze, ma anche ragazzi da utenti altamente deviati, vengono molestate dentro o sulla 21 e vecchiette/i derubati ormai assieme a queste . Un posto assolutamente non raccomandabile per chi soffre o ha già serie difficoltà problemi dove se chiami non risponde mai nessuno e se entri non trovi altrettanto se no qualche infermiere a chiaccherare e fumarsi le cicche fuori, psicofarmaci prescritti senza ricetta che causano spesso intossicazioni gravi e ricoveri all’ospedale maggiore, plagi, derisioni e vere e proprie violenze ai pazienti più agitati(calci e pugni da parte degli infermieri). Bisognerebbe mandarci Striscia la Notizia o le Iene.
Ma probabilmente prima di Striscia la Notizia e delle Iene ci ha pensato Irene Pecikar a denunciare una determinata realtà.
cop_chills3_pecikar
La scrittrice e novellatrice, Irene Pecikar, scrive un thriller-horror dal titolo “La casa ai margini della Dolina” acquistabile in formato Kindle a soli 0,99 cent. Il Thriller descrive una casa nel Carso che attirerà Doriana, psichiatra triestina, alla ricerca di un’abitazione per lei e la figlia. Deciderà di acquistarla mettendo a tacere il senso d’inquietudine avvertito. La routine verrà spezzata quando, nel cuore della notte, riceverà la telefonata allarmante di un paziente e qualcosa di efferato e inspiegabile si farà strada. Irene, la scrittrice afferma: “per qualche ragione che non so spiegare, ogni tanto mi capitano alcune cose – talvolta le sogno soltanto, per fortuna – che mi lasciano a dir poco perplessa e la mia fervida immaginazione lavora e lavora e… un racconto da brivido si insinua e prende forma. Nel thriller si parla anche di una casa in mezzo ad un bosco che appartiene ad un’anziana donna di nome Maria, la quale vive con tanti bambini, bambini che giocano, corrono e poi spariscono nel nulla. Si proprio così un racconto da brivido che prende forma, e prende così tanta forma che dalle testimonianze sembra che questa casa gestita da una signora di nome Maria esista veramente. Come esiste anche la zona industriale EZIT – l’impero dei “BEATI PAOLI” che sedendosi intorno ad una Round Table concordano piani e strategie lanciando una rotary di idee agli amici di Muggia. La simpatica Irene Pecikar inconsapevolmente o consapevolmente ha scritto un thriller che si avvicina molto a una realtà talmente sconcertante che il voler mettere in evidenza, all’interno del thriller, l’importanza della conquista della libertà del malato che coincide con il pensiero rivoluzionario di Franco Basaglia, lo psichiatra a cui si deve l’introduzione in Italia della legge 180 e la chiusura dei manicomi sembra voler esorcizzare quella Teoria dei Massimi Sistemi che sta inghiottendo Trieste in una oscura spirale di non ritorno.

ATTARD MARCO – PAOLO FERRARO

 




CLICCA SULLO SHARE BUTTON E POI CONDIVIDI CON 19 SOCIAL NETWORK E SOSTIENI E DIFFONDI Share SHARE








SCOOP



















CANALE VIMEO CDD

CLICCA SULLO SHARE BUTTON E POI CONDIVIDI CON 19 SOCIAL NETWORK E SOSTIENI E DIFFONDI Share SHARE

a-aimages6.jpeg

PROGETTO TAVISTOCK “IL LAVAGGIO DEL CERVELLO O MENTE ALVEARE” Prima parte

a-aimages6.jpeg

Tutti sappiamo che la televisione è il canale più comunemente usato nella pratica della diffusione di modelli, mode e tendenze ed è il più utilizzato da chi vuole controllare le masse nei paesi democratici. Dissento dal pensare che ci sia la possibilità di decidere cosa le persone devono pensare, un potere manipolatorio, categorico e impositivo.
In realtà la televisione non impone nulla in termini di cosa pensare, bensi lavora su quel fenomeno che la sociologia della comunicazione Tavistockiana chiama Agenda Setting, ovvero la facoltà di decidere “riguardo a cosa” la massa deve pensare. Per capire ciò bisogna prendere in considerazione la teoria della Dissonanza Cognitiva di Leon Festinger unanimemente considerato uno dei più importanti studiosi americani. Il 15 gennaio 1934 uno spaventoso terremoto sconvolse la provincia indiana del Bihar. Per qualche tempo, nelle regioni vicine a quella colpita, si diffusero voci allarmistiche che predicevano nuovi e peggiori disastri. Queste voci, raccolte da Prasad, circa vent’anni dopo dovevano cadere sotto gli occhi di Leon Festinger che era allora impegnato nel lavoro di ordinare e integrare teoricamente la grande quantità di dati che erano stati sino ad allora raccolti nel campo della comunicazione e dell’influenza sociale. L’esame dei dati di Prasad costituì la molla da cui doveva nascere la teoria della dissonanza cognitiva. Come mai, si chiese Festinger, in una situazione del genere potevano nascere e diffondersi così facilmente delle voci terrorizzanti? Non sarebbe stato più logico che tra quelle popolazioni, già in preda al terrore, nascessero invece delle voci che tendessero a ridurre la paura? La risposta di Festinger è che queste voci non erano destinate a provocare paura, bensì a giustificare quella che già la gente aveva. Esisteva cioè una discordanza tra quanto queste persone, non direttamente colpite dal terremoto, vedevano attorno a loro, e la paura che provavano e che non era giustificata da quanto vedevano. A questa discordanza tra elementi cognitivi (intendendo per elemento cognitivo ogni conoscenza, opinione o credenza che un individuo o un gruppo ha su se stesso o sul mondo che lo circonda) venne dato il nome di dissonanza cognitiva. Secondo la teoria che nacque allora, esiste in ogni persona, in presenza di una dissonanza, una pressione tendente a ridurla, tanto maggiore quanto più forte è la dissonanza. La riduzione può ottenersi (ed è il caso delle popolazioni indiane) aggiungendo nuovi elementi consonanti (le voci di prossime sciagure); potrebbe però aversi, a seconda delle circostanze, anche cambiando gli elementi dissonanti o diminuendone l’importanza. La portata della teoria così abbozzata è indubbiamente molto ampia, ed abbraccia gran parte dei problemi della psicologia sociale, particolarmente nel campo dell’influenza e della comunicazione. Dai processi decisionali e dalle conseguenze delle decisioni all’induzione forzata di un comportamento esteriore in contrasto con le opinioni private dell’individuo, ai problemi di comunicazione e di diffusione delle informazioni, al comportamento dei gruppi, ai fenomeni di massa, Festinger analizza in un quadro unitario, sulla base di numerose ricerche sperimentali, il potere predittivo e interpretativo della teoria. Dunque progetto Tavistock e Agenda Setting potendo decidere gli argomenti su cui le persone ragioneranno, si scambieranno pareri, si formeranno opinioni, chi controlla la tv è in grado di creare una realtà parziale ed OMETTERE da questa realtà tutto ciò che non vuole si conosca.
E’ dunque l’OMISSIONE il vero potere, L’OMISSIONE di tutti quegli argomenti, quei valori, quei modelli, quei pensieri, quelle sensazioni, quegli atteggiamenti, quei comportamenti che sono ostili al leader e al regime mediatico.

Il progetto Tavistock già dal 1913 fu finanziato per primo dalla Famiglia Reale Inglese ai Rothschild. Scopo del finanziamento IL LAVAGGIO DEL CERVELLO e IL CONTROLLO MENTALE (due tecniche diverse che possono sembrare uguali nel loro significato letterale) della popolazione britannica. Al finanziamento della Famiglia Reale Inglese ai Rothschild imparentati con la famiglia reale si aggancia anche quella del Lord Northcliffe per matrimonio. Da un’inizio un po’ grezzo a Wellington House, crebbe un’organizzazione che aveva l’obbiettivo di plasmare il destino della Germania, della Gran Bretagna e soprattutto degli Stati Uniti tanto da diventare un’organizzazione altamente sofisticata per manipolare e creare l’opinione pubblica; esattamente quello che nel progetto Tavistock viene chiamato “LAVAGGIO DEL CERVELLO DI MASSA”. Durante il corso della sua evoluzione il progetto Tavistock fu ampliato nella dimensioni e ambizione, quando nel 1937, si decise di utilizzare la monumentale opera dell’autore tedesco Oswald Spengler “Untergange des Abenlandes” (Il declino della civiltà occidentale) come modello corrispondente le condizioni che dovevano essere create prima di un Nuovo Ordine Mondiale. Negli anni 60 si decide di coinvolgere i rimanenti paesi della comunità europea in questo orribile progetto. Proprio così, il progetto Tavistock è un orribile progetto che sta portando anche il nostro paese sull’orlo di un precipizio. Oggi in Italia il progetto Tavistock è al suo massimo splendore visto che l’attività di OMISSIONE su fatti denunciati pubblicamente è più che viva sia in televisione che per mezzo stampa. Un’ esempio di informazione OMESSA è la trasmissione dal titolo “IN ONDA” del 31 Agosto 2013 condotta da Luca Telese su LA7 . 6973luca-telese-foto

Come potete notare il giornalista/conduttore non si limita a fare domande, ma evita di approfondire argomenti importanti, e spesso prende le difese di quelle personalità politiche contestate da Salvo Mandarà e dal giornalista blogger Francesco Amodeo (Es. Enrico Letta). Personalmente penso che un giornalista libero e al di sopra delle parti non dovrebbe farlo, e quando Salvo Mandarà parla di Paolo Ferraro, Telese non solo non fa domande ma invita Mandarà ad essere più breve per evitare il rischio di un taglio della trasmissione da parte della regia. Esempio di informazione OMESSA.

Altro esempio viene da “QUARTO GRADO” su Rete4 condotto non più da Salvo Sottile ma da Gianluigi Nuzzi. gianluigi-nuzzi-169217

Domanda! Perché il 13 settembre 2013 il giornalista Gianluigi Nuzzi, occupandosi della vicenda Melania Rea e Salvatore Parolisi, dopo l’affermazione dello psichiatra Alessandro Meluzzi: “non scordiamoci che in questa complessa vicenda c’è il giudice Ferraro cacciato dalla magistratura dopo una perizia molto, molto, molto inquietante”, non fa una o più domande per approfondire l’argomento? Anche qui l’informazione è OMESSA perché deve essere OMESSO al pubblico che probabilmente ma non sicuramente Melania Rea sia stata vista il 23 marzo 2011, dallo stesso giudice Ferraro all’interno della Procura di Roma verso le ore 19.00 uscire dallo studio del magistrato Stefano Pesci accompagnata da un uomo basso e tarchiato vestito con un vestito color grigio gessato, uomo dai lineamenti tipicamente meridionali e con l’accento campano. Poi, come tutti ormai sapete a memoria per sfinimento, repetita iuvant ma fino ad un certo punto, il corpo di Melania Rea verrà trovato il giorno 20 aprile 2011, circa un mese dopo, con numerose ferite da taglio sul corpo nella zona delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).

Poi c’è quell’informazione che OMETTE la realtà inserendo fatti concreti in un grande minestrone fatto di magia, esoterismo, numerologia, spiritismo, psicotronica, astrologia, alchimia, satanismo ecc. ecc. Insomma non esiste limite alla quantità di pseudoscienze e discipline in circolazione in cui si affermano le cose più inverosimili. “Mistero” di Adam Kadmon è il primo esempio che mi viene in mente. Con Adam Kadmon e “Mistero” e tutto il mondo che ci gira intorno si crea quella pseudo informazione che se non credi al black-out mondiale, al terremoto devastante, alla fine del mondo, ai fantasmi e fantasmini e agli alieni verdi che ti vengono a rapire vieni subito isolato dalla collettività nel suo complesso, tra gli amici al bar e nei dibattiti pubblici, televisivi o privati qualsivoglia. Da qui ci si può rendere conto della portata che il programma globale tavistock ha creato cercando il consenso manipolato e controllato. Chiaramente chiunque provi a sostenere il contrario è considerato egoista, menefreghista, razzista o addirittura un perverso che si compiace nel vedere che il pianeta e l’umanità stanno a un passo dall’abisso. Oggi ahimè la “verità” consiste in un consenso preconfezionato che è stato deciso aprioristicamente, a tavolino: chiunque non si adatta viene bollato come estremista o come disinteressato alle sorti del nostro futuro.chi-e-adam-kadmon-L-trFjTV.jpeg

Domanda! Perché Adam Kadmon, l’uomo del mistero inserisce “il caso Melania Rea” in quella categoria criminologica dal nome femminicidio legata a una violenza estrema da parte dell’uomo contro la donna «perché donna», in cui cioè la violenza è l’esito di pratiche misogine. Non mi risulta che Salvatore Parolisi provasse una sentimento di odio o di superiorità nei confronti di sua moglie. Distorcere il fatto con una categoria di argomento non attinente al fatto significa distorcere la realtà e quindi OMETTERLA.

Comunque accontentiamoci, sempre meglio Adam Kadmon, Luca Telese e Gianluigi Nuzzi che il silenzio assordante di tutti quei giornalisti controllori della mente.nunziatacar.vespagruber1bozza Salvo Sottile

Altro gioiello creato dal Progetto Tavistock è il Common Purpose International che ha adottato come logo il simbolo del sole, diffondendosi in vari paesi come la Francia, Germania, il Ghana, l’Ungheria, India, Irlanda, Olanda, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera e Turchia http://www.commonpurpose.org.uk/. Common Purpose significa scopo comune, si sta diffondendo anche negli Stati Uniti e lo scopo ufficiale è: << mirare a migliorare il funzionamento della società espandendo la prospettiva, le capacità decisionali e l’influenza di ogni tipo di leader. L’organizzazione gestisce una pluralità di corsi formativi per leader di ogni età, formazione e settore allo scopo di dotarli dell’ispirazione, dell’informazione e delle opportunità di cui hanno bisogno per cambiare il mondo>>.
Alla vista di una dichiarazione d’intenti tanto blanda, sorgono immediatamente due interrogativi: uno scopo comune (uniformità) a quale fine? E “il cambiamento del mondo” in quale direzione dovrebbe andare? Il fondatore ufficiale nonché il direttore generale del Common Purpose è Julia Middleton che è stata anche Responsabile della selezione del personale presso l’ufficio di John Prescott, vice primo ministro di Tony Blair. Prescott era incaricato della formazione di “assemblee regionali” in tutta la Gran Bretagna, uno degli elementi del piano volto ad abolire le nazioni e trasformarle in “regioni” impotenti, sottoposte all’oppressione dell’Unione Europea. Ovviamente tali assemblee regionali inglesi come la Lega Nord di Bossi e Maroni, hanno cercato di far passare quell’iniziativa come un modo per “restituire potere alla gente”. Gli inglesi le hanno chiamate “assemblee regionali” in Italia è passato con il nome di federalismo. tony-blair-common-purposejohn-prescott-common-purpose-300x3001julia-middleton-common-purpose

Il superstato europeo quindi è congegnato in modo da essere sottoposto a un controllo centralizzato e gestito nei livelli gerarchici inferiori da leader insipienti e decerebrati, programmati per pensarla tutti allo stesso modo. Il Tavistock Institute of Human Relations di Londra è il centro dove si è sviluppato il progetto della “mente alveare”, ovvero un comportamento di gruppo e organizzativo. Il Tavistock ufficialmente opera a stretto contatto con organismi del “settore pubblico” (controllati dallo stato) e le sue matrici teoriche sono principalmente due:
1. la teoria psicoanalitica, nella sua applicazione specifica alle dinamiche dei gruppi e delle istituzioni (Bion 1961, Jaques 1955, Menzies 1960) più precisamente qualificata come “socio-analisi”,
2. la teoria dei sistemi aperti, i cui concetti sono stati applicati in diversi campi, dalla biologia alla modellizzazione delle organizzazioni sociali ed alla terapia familiare (von Bertalanffy 1968, Emery 1969). Accanto a questi figurano i contributi di altre discipline, quali le scienze politiche, l’economia e le teorie di amministrazione aziendale, la sociologia e la psicologia, in particolare la Gestalt-Psychologie e le ricerche di Kurt Lewin (1948, 1951), che offrono in sostanza al paradigma fondamentale strumenti procedurali, di contestualizzazione dell’analisi e di indirizzamento della ricerca. Il modello si articola su tre assi o dimensioni che ne definiscono il valore euristico e gli sbocchi applicativi:
1. è un metodo di analisi che serve a scopi di ricerca;
2. è un metodo di formazione degli uomini e delle donne che operano nelle organizzazioni, sia in posizione di leadership sia in quanto followers, collaboratori;
3. è uno strumento di diagnosi organizzativa e di consulenza alle organizzazioni in difficoltà.
Una linea di ricerca che il Tavistock ha sviluppato in modo particolare riguarda la questione cruciale dell’autorità e del potere, temi a lungo trascurati dall‟esplorazione psicoanalitica e divenuti aree privilegiate di studio nel programma Tavistock di formazione alle relazioni di gruppo noto come “Conferenze di Leicester”.
Fino ad arrivare allo “scopo comune” intrapresa dalla guerriglia del gruppo Tavistock/Common Purpose, condizionare la mente umana facendo piazza pulita di qualsiasi senso di individualità e unicità. L’unica cosa che ne scaturisce, chiara come il sole, è che Tavistock/Common Purpose utilizzano la stessa matrice producendo consenso in modo da soffocare qualsiasi diversità, servendosi di coloro che hanno rinunciato alla loro facoltà di pensiero per consegnarla alla manipolazione psichica collettiva, in modo da esercitare pressione sugli altri affinché si adeguino. Nel linguaggio volto a produrre consenso sono utilizzate anche tecniche di manipolazione mentale come la Programmazione Neuro-Linguistica o PNL. La PNL è una tecnica in cui ci si serve di parole per riprogrammare il nostro organismo affinché accetti un’altra percezione della realtà. Tengo a precisare che la PNL può essere impiegata per riprogrammare in modo positivo; come ogni strumento, tutto sta nel come viene usato.
Il Generale John Rawling Rees, entrato a far parte del Tavistock Istitute of Human Relations nel 1947 fu il co-fondatore della “Federazione Mondiale per la Salute Mentale”. logohand_MentalHealth

logo_WHO

John Rees fece riferimento a come insinuarsi in tutte le professioni e aree sociali: <>. Aggiunse inoltre che i “piazzisti” del loro programma di riprogrammazione delle percezioni (lavaggio del cervello di massa) devono agire nell’anonimato e segretamente. E proseguì: il risultato a cui dobbiamo puntare è fare in modo che ciò permei ogni attività pedagogica della vita nazionale….Abbiamo già compiuto una fruttuosa offensiva rispetto a tutta una serie di professioni. Ovviamente le più accessibili sono quelle del settore scolastico e la chiesa, mentre le più ostiche sono legge e medicina>>.
Oggi, grazie alla testimonianza del magistrato Paolo Ferraro e al suo lavoro intellettuale di informazione, sappiamo che il progetto Tavistock si è insediato anche all’interno della legge, della società e della medicina. In Italia esiste una letteratura legata al processo di influenza da parte delle scienze psichiatriche e psicologiche all’interno delle istituzioni, delle scuole e della sanità pubblica. 3fac_35indexoooooooooooooo
Tonia Cancrini Psicoanalisi, uomo e società – Editore Riuniti
Collana Medicina e Potere- Domenico De Salvia – Per una psichiatria alternativa – Editore Feltrinelli

Proprio come la definì il Generale John Rees: una quinta colonna che si accosta alla dimensione pubblica, alla politica e all’industria con una sfera d’influenza sulle attività sociali e professionali che segua il modello del regime totalitario. Dal 1996 la grande fabbrica dei pazienti-clienti è iniziata con l’attivazione di nuove strutture esterne della sanità mentale come le cooperative, le comunità di recupero che hanno la tendenza ad arrogarsi il diritto di psichiatrizzare la società per intero condizionandovi, giudicando e controllando le scelte individuali e collettive di vita e di pensiero delle persone secondo un nuovo relativismo vincolato alla sperimentazione psichiatrica. E trattando come disagio mentale anche le difficoltà ed oscillazioni normali della vita psichica e spirituale quotidiana con le quali ognuno deve imparare a confrontarsi per trarne forza ed esperienza di vita. Il risultato è quello di deresponsabilizzare la persona agganciandola ad una dipendenza pseudo-psichiatrica istituzionalizzata e consolidata con l’assuefazione a sedativi, in un ciclo perverso dove la struttura si espande e giustifica nella società creandosi gli assistiti, assorbe denaro pubblico in proporzione ed utilizza quest’accumulo di potere economico ed elettorale per ottenere protezioni politiche, mediatiche e giudiziarie. E per costruire attraverso di esse un meccanismo sociale di repressione delle critiche. Meccanismo di repressione attivato soprattutto dalla malpractice di una corrente della psichiatria quella per l’appunto tavistockiana che è oggi sempre più all’ordine del giorno. Considerando l’ambito in cui si muove la psichiatria oggi, tra gli estremi cioè del “sequestro di persona” e dell’”abbandono d’incapace”, si possono considerare sinteticamente le seguenti possibilità:
1. Abusi nelle procedure di ASO (Accertamento Sanitario Obbligatorio) e TSO ( Trattamento sanitario obbligatorio, che ora è stato proposto di portare alla durata massima di un anno), manipolando le imprecise garanzie di legge in senso restrittivo della libertà del paziente;
2. effetti negativi da trattamento (farmaci fuori indicazione o somministrati in modo negligente e inesperto, o addirittura avventato, con gravi effetti collaterali duraturi prodotti);
3. omissione nel controllo sociale (aggressività e violenza nei confronti di terzi o degli stessi pazienti);
4. autolesività e suicidio non impediti da assistenza adeguata.
Nel concreto politico italiano è accaduto inoltre che l’ideologizzazione iniziale a sinistra della riforma psichiatrica, nei climi estremizzanti degli anni Sessanta e Settanta, le abbia scatenato contro le ostilità della destra. Generando a tutt’oggi diatribe irresponsabili fra una sinistra che santifica il sistema rifiutando di ammetterne i troppi difetti, ed una destra che lo demonizza rifiutando di ammetterne certi, anche se pochi, successi. E praticando così ambedue uno sfruttamento politico rispettivamente dei voti dei beneficati e delle vittime, che a livello reale delle persone in difficoltà danneggia tutti senza risolvere nulla. Occorre quindi ritornare direttamente all’essenza del problema, che rimane quella fondamentale del rispetto dei diritti umani.

imageCEDON

A Trieste, un noto civilista veneziano Paolo Cendon, crea nel 2004 la figura dell’”amministratore di sostegno”, un nuova professione molto amata dai giovani avvocati in crisi di lavoro, i quali creano una sorta di predazione giudiziaria dei diritti umani e di sostanziale riduzione in schiavitù dei loro stessi assistiti con l’erosione dei beni e della famiglia a beneficio di terzi, entro una trappola psichiatrico-giudiziaria cui è difficilissimo sfuggire. Al punto che, da quello che mi è stato riferito, anche le proteste di parenti venivano paralizzate sottoponendoli allo stesso genere di interdizione impropria.

E che dire dei quasi cinquantamila minori in tutta Italia inseriti in ‘comunità‘ o ‘casa-famiglia’ che non rispecchiano assolutamente la realtà del problema della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza; tanto più che, per la stragrande maggioranza, gli allontanamenti non sono motivati su fatti certi, ma su impressioni relative al carattere ed alla ‘adeguatezza’ (termine quanto mai vuoto) delle persone nello svolgimento dei compiti familiari quotidiani ed in ragione delle difficoltà economiche delle famiglie, in realtà risolvibili mediante la concreta applicazione dei diritti sociali costituzionalmente garantiti (ma effettivamente negati da quelle stesse istituzioni pubbliche e para-amministrative che, in alternativa, perseguono il metodo della sottrazione dei minori dai contesti arbitrariamente qualificati come ‘inadeguati’). Si determinano così l’arbitrio e l’incertezza dei criteri di decisione, utili non soltanto a fini di autoritario controllo sociale (e qui emerge in tutta la sua essenza il progetto Tavistock), ma anche ad alimentare la circolazione di somme di denaro pubblico per circa due miliardi di euro ogni anno, che tiene vivo il mercato degli affidamenti e insieme ad ingenti esborsi di denaro privato quello delle adozioni. Bisogna anche sottolineare che tra le tante case famiglie ” tra le strutture private adibite alla ricezione di minorenni ve ne sono molte malfunzionanti o addirittura ‘infernali (il Forteto è un esempio), altre (molto poche) sono gestite con cura e scrupolo.

Ha ragione il giudice tutelare Francesco Morcavallo quando dice che c’è un mercato dei bambini legalizzato dallo Stato e da questa classe politica. Ma il fine di tutto ciò? Semplice creare bambini con delle “menti alveare”. Quando il bambino viene tolto ai genitori per essere immerso all’interno di una comunità si crea un disturbo della coscienza caratterizzato da una riduzione della consapevolezza di sé e del rapporto con la realtà esterna sulla base delle coordinate spazio-temporali e delle relazioni interpersonali. Il tutto crea DISORIENTAMENTO e DISORGANIZZAZIONE. Per un bambino in tenera età provare la sensazione del DISORIENTAMENTO è l’anticamera degli stati psicotici acuti che possono manifestarsi con sintomi tipo stati febbrili, processi infettivi, intossicazioni e momenti di acuta tensione emotiva. Questi cinquantamila bambini fra 15 anni chi saranno? Che cosa faranno? Mi sembra chiaro, diventeranno degli adulti più facilmente manipolabili dall’elite che ci governerà e tra questi ci sarà magari quella percentuale che sarà costretta a subire, previa selezione, progetti sul CONTROLLO MENTALE più cruenti e criminali legati a quella psichiatria deviata occulta che ha piantato le sue radici a Wellington House in Londra.
Tutti noi pensiamo di essere autonomi nel nostro pensiero e di esprimere in ogni momento una nostra opinione ma invece si tratta soltanto di un pensiero che qualcun’altro ci ha inculcato a livello conscio o subconscio. IL LAVAGGIO DEL CERVELLO non è la creazione dei “Candidati Manciuriani” per perpetrare degli assassini e compiere la volontà dei propri programmatori. IL LAVAGGIO DEL CERVELLO vuol dire manipolare la popolazione affinché creda alla versione ufficiale; la mafia ha ucciso Falcone e Borsellino, Melania Rea è stata uccisa da Salvatore Parolisi perché aveva scoperto una relazione clandestina tra una soldatessa e suo marito, il mostro di Firenze è Pietro Pacciani e i Compagni di Merende, Anna Maria Franzoni è l’assassina del piccolo Samuele, Rosa e Olindo gli assassini sterminatori di Erba ecc. ecc. ecc.
IL LAVAGGIO DEL CERVELLO è fare in modo che noi pensiamo ciò che il potere vuole che pensiamo, dettandoci così anche i nostri comportamenti. I “giornalisti” e altre persone nell’ambito dei mezzi di comunicazione di massa sono dei lavatori di cervelli, ma la maggior parte di essi forse neppure lo sa. Riportando una falsa versione degli eventi, costoro portano le persone a pensare in modo tale da assecondare la struttura del potere. Il percorso dal LAVAGGIO DEL CERVELLO al CONTROLLO MENTALE è breve. Ma a questo punto ci si addentra in un terreno profondamente significativo dove probabilmente ASCOLI PICENO ma certamente ROMA e TRIESTE, sono diventati dei veri e propri laboratori sperimentali per il progetto MONARCH o CONTROLLO MENTALE. Nella seconda parte mi soffermerò su quello che sta accadendo a TRIESTE e sul caso della caserma CECCHIGNOLA a ROMA.

Di Attard Marco

PAOLO FERRARO CDD

Imposimato tace imbarazzato su Paolo Ferraro e racconta che tra MD e Falcone vi era mero dissenso VERGOGNA

Chi ha l’ardire di raccontare che vi era mero dissenso tra Falcone e la nomeKlatura di MD e che il tema era “la separazione delle carriere ” .. fa una operazione “amplificatrice di false versioni che hanno gestito la copertura della guerra grave e sotterranea in atto dalla seconda metà degli anni ottanta .UNa operazione pertanto semplicemente di sviamento ed occultamento .. sul fronte protetto interno della vera supermassoneria di apparato … E lo fa mentre era assente allora e non conosceva e non presenziava alle dinamiche interne di questi apparatini che si muovevano all’unisono condividendo scelte e decisioni . ATTENTI .. vi stiamo avvisando di dinamiche di inserimento e gestione di attività disinformative e ruoli assunti di primo livello per tamponare accerchiare delimitare gli effetti di quello che è stato immesso da due anni e mezzo a conoscenza del paese. . E voi sapete bene da chi e come . . . INFORMATENE TUTTA LA RETE e tutte le aree politiche pulite ..
VIDEOAUDIO CONFERENZA di PAOLO FERRARO. ” DA DALLAS ALLA SCUOLA MORVILLO FALCONE DI BRINDISI. Un FILO UNICO OCCULTATO “.

“STATO-MAFIA” TgCafe24 intervista integrale di Paolo Ferraro ALTERNATIVA ALLE CASTE DEVIATE E NON ,
OCCORRE FAR SAPERE ….. INFORMARE IL PAESE .
CASTE STATO MAFIA E REALTA’ CRIMINALI SOVRANAZIONALI INFILTRATE, EVERSIONE CONVENZIONALE E NON SI BATTONO SOLO INFORMANDO E CREANDO UN FRONTE CONTRAPPOSTO OLTRE LE FALLACI ARCAICHE DISTINZIONI TRA DESTRE E SINISTRE USATE DA SPECCHIO E COPERTURA

Il magistrato PAOLO FERRARO UNIONE M5s Salvo Mandarà.
Dal cemento sotterraneo dei gruppi gestiti da servizi deviati, tramite la supergladio alla storia del paese, da Kennedy a Moro e alle BR, a Berlinguer ed Occhetto, alla scalata della massoneria deviata negli apparatii e nel cuore della sinistra , a Falcone e Borsellino e le stragi poi del 1993.
Dalla strategia sotterranea di controllo politico e sociale, tramite psichiatri di sistema e vertci deviati militari e della magistratura, alla vera alternativa possibile . La lotta e cacciata delle caste ed il progetto nostro dallo smascheramento delle organizzazioni che ci hanno controllato sotterraneamente con ricatti, irretimenti, disinformazione e mediante la scalata dei gangli dello Stato alla strategia di legalità e repressione
Una lunga chiacchierata radio con Salvo Mandara il M5s e la gente che vuole realmente cambiare l’Italia

ORA LA SUPERGLADIO E’ ALLO SCOPERTO. A distanza di due anni e mezzo dalla prima conferenza a SKYTG successiva pubblica, e di un anno e mezzo dalla conferenza ” Da Dallas alla scuola Morvillo Falcone ” DNA, Procure di Caltanissetta e Palermo ( e speriamo Procura di Firenze ), condividono ed indicano la medesima analisi ed i contenuti che hanno visto Paolo Ferraro solo a denunciare ed indicare LA SUPERGLADIO e le strategie eversive convenzionali e non, gestite da un apparato sotterraneo condiviso da alcuni politici ed imprenditori, magistratura psichiatria ed apparati deviati nell’esercito ed in altri gangli delle istituzioni .
OLTRE la P4 sovrastata, ed annichilita la P2 .. , ora la SUPERGLADIO è allo scoperto, definitivamente .

http://paoloferrarocdd.blogspot.it/p/ora-la-e-allo-scoperto-distanza-di-due.html

Rivolta della casta in Commissione di Vigilanza Rai! Roberto Fico vuole liberarla dai partiti e loro vogliono liberarsi di lui.

PdL, Pd e Scelta Civica gli hanno intimato le dimissioni da presidente dopo la manifestazione a Viale Mazzini, con cui abbiamo chiesto indipendenza e trasparenza in Rai. I lottizzatori professionisti non ci stanno e si scagliano contro Fico solo perché difende il servizio pubblico.

È questo il compito di chi deve vigilare sulla tv di Stato: garantire la sua autonomia rispetto ai partiti ed eliminare l’ingerenza delle lobby, che hanno causato perdite per 250 milioni di euro. La politica ha occupato militarmente la Rai con decenni di lottizzazione, riducendola ad un servizietto privato e facendoci sprofondare in fondo alle classifiche sulla libertà di informazione. Ora si deve voltare pagina e può farlo solo chi non ha mai piazzato i suoi uomini in Rai, chi non deve niente a nessuno e risponde solo ai cittadini.

Se i partiti che finora hanno usato il servizio pubblico come un megafono pensano di liberarsi di Roberto Fico, sappiano che saremo noi a liberarci di loro: fuori i partiti dalla Rai! Basta con le trasmissioni faziose, i giornalisti schierati e la spartizione politica delle poltrone con il manuale Cencelli.

La Rai deve essere restituita ai cittadini: sosteniamo Fico, che con coraggio e onore sta lottando per questo!

Scriviamo tutti “io sto con Fico” a [email protected]: facciamoci sentire e fermiamoli!

OLTRE ” I MAGISTRATI MASSONI E LO STATUTO DELLA FRATELLANZA GIURIDICA” di Solange Manfredi .FRAMASSONERIA, MASSONERIA DEVIATA o “SAVIA ” che hanno a che fare con l’imitazione agile, veloce e smilza dei draghetti o varani di Komodo ?!

Cara Solange, stimata,


il tuo prezioso scritto , viene da me oggi ripubblicato, di seguito, per la importanza delle informazioni, corroborate da documento ed indicazionecerte, ma anche per porgerti un paio di quesiti che trovo esilaranti, anche se riferiti a fatti e contesti veri.



Alberto Sordi diventa massone

1. MASSONERIA GIURIDICA E NON, SCELTE CONDIVISE, SONNO OD OBLIO, NON USARE IL CERVELLO, TEMIAMO L’INFORMAZIONE.

Sottolineo subito, ovviamente, a parziale consonanza alcuni aspetti delle vicende che mi hanno visto “protagonista passivo”, ma il quadro di riferimento di quel che si muoveva era ben più “protervamente” amplio . Incrementa quindi il quadro che mi riguarda la nozione ulteriore di “scelta condivisa” , con invito implicito a prendermela in un dato posto ( quello).



FRancesco Bruno


Tonino Cantelmi

Una nozione da me appresa per bocca del crimin-ologo psichiatra e molto altro, Francesco Bruno, seduto al mio fianco sulla mia auto , e poi plasticamente raffiguratami nell’esilarante incontro tra questi e Tonino Cantelmi già descritto più volte e sotto vari
aspetti.



Salvatore Vecchione

Un tantino oltre il quadro da “massoneria giuridica” mi appare però la nozione di “oblio” con invito ad accettare terapia farmacologica “coadiuvante”, come da indicazione terapeutico massonica del CSM e del Cantelmi, a me “propinatami” nel settembre 2012, come consiglio “bonario” , dal già Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma in pensione, Salvatore Vecchione ( essendo incappato io, a sua detta, in chissà quale strapotere terrifico cui si dovrebbe immolare, come da protocolli, il regolare funzionamento delle proprie sinapsi ) .




I criminali normali e anche i massoni consociati affaristi, fanno finta di non ricordarsi i crimini e li nascondono di norma, ma di solito non usano a tal fine farmaci per sè, e non fanno imbottire testimoni e vittime di psicofarmaci distruttivi (ve lo immaginate Totò Riina che porta pillolette ad un pentito di mafia ?!?! ) . Li trovo più sani , anche se ovviamente restano quel che sono .



Giovanni Ferrara

Rammento poi la minaccia/invito/complimento, peraltro preoccupata, a me diretta dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma,Giovanni Ferrara , nei primi del dicembre 2010 ( contesto temporale e vicende note vedi MEMORIALE ) quando, con toni
immaginabili intimò : ” Non usare troppo il cervello , non devi usare il cervello “.

E vi è un preciso salto, certo, di (non) qualità, nel penoso micro-show ( da noi riprodotto pubblicamente in trasmissione radio e in svariate conferenze ) , inscenato dallo stesso Giovanni Ferrara il 24 dicembre 2010, a tu per tu con me : minacciosamente, e con sguardo e viso deformato dallo sforzo di rendersi terrifico (ancora rido e risi sino alla porta del suo ufficio cui mi accompagnò tentando di mantenere lo sguardo terribile : e mentre socchiudeva la porta lo guardavo e ridevo, non solo dentro), esplose, a voce soffocata dalla rabbia e dal patologico accentuare , insufflando ” non devi parlare, non devi parlare noi temiamo la stampa … la stampa …” . Poi un pò istericamente e pseudo sacralmente,
accompagnando ogni parola del seguito della frase con il girare la mano, quasi a voltare la pagina di giornale che gli stava sulla scrivania, soffiò ancora più ridicolmente da psicotico pseudo-gattone demoniaco ” omicidio .. omicidio .. omicidio suicidio “.

2. TRE EPISODI ESILARANTI DA ANALIZZARE



da film di Roman Polanski

Ma su un piano che si deve comunque esplorare , si collocano, ben oltre la nozione di qualsiasi “fratellanza massonica”, i tre episodi veramente da abbecedario filmologico alla Roman Polanski, da me pubblicamente accennati .







Tre episodi oralmente riferiti a Firenze, centrando la attenzione su un anomalo e curioso aspetto ( con una qualche ovvia preoccupazione derivante dalla assurdità della visione e contesto, e dalla riflessa immagine che correvo il rischio di dare di me , solo a raccontar di magistrati che, lontani da sguardi indiscreti e ben attenti a non farsi scorgere da terzi, sinuosi e serpenteschi nell’atto di minacciare si muovevano in modo oscillatorio e circolare quasi come, ma ben più agili veloci e smilzi, varani di Komodo o draghetti cinesi accerchianti una preda : roba da ricovero e TSO per chi lo racconta ingenuamente, ma anche per chi lo fa .. se il racconto è vero reale congruente e poi confermabile ).



Giovanni Ferrara

Il primo episodio
del settembre del 2010, quando, entrai improvvisamente nella stanza del Procuratore ove Giovanni Ferrara e Agnello Rossi



Agnello Rossi

letteralmenteaccerchiavano un attonito ed impaurito giudice della Tribunale fallimentare di Roma , rosso in viso e che, spalancando gli occhi nel guardarmi chiedeva di fatto aiuto, poggiate la mani di spalle sulla scrivania in piedi , mentre gli “aleggiavano” letteralmente intorno Ferrara e Agnello. ( vedi memoria esposto al CSM del 3 novembre 2012 ) .



Stefano Pesci

Il secondo episodio
dell’undici gennaio del 2011, il giorno successivo al fallito tentativo di bloccarmi e distruggermi previo nuovo ricovero, negliincontri registrati con il dott. Paolo Girardi e il giovane “intraprendente” psichiatra dott. Sani, ( descrizione analitica nel MEMORIALE ) quando piombai nella stanza dell’Agnello Rossi e vi trovai anche Stefano Pesci, e mentre di fatto li sfidavo e provocavo con la sola mia presenza per capire meglio ( Girardi aveva già vuotato il sacco suo ) , minacciosamente tentarono di pressarmi con modalità sconcertanti, sul tema ” ricovero e terapia “, da oblio e distruzione programmata, ma non contano ora le loro ovvie parole intimatorie.

Il terzo episodio
del 21 dicembre 2012 quando, sul piano dell’ufficio del “nuovo” Procuratore di Roma, mi si piantò davanti inferocito, Stefano Pesci, venendo lui dalla scalinata, con sguardo folle di rabbia, e controllando con gli occhi le telecamere del piano, piazzatosi lateralmente con attenzione, e insufflando con la voce alterata alla ” Giovanni Ferrara ” maniera, mentre tra l’altro roteava la mani arcuate in avanti, aggressivamente soffiò con voce alterata ” ti devi curare .. ti devi curare ” ( la solita solfa ambigua e intimidatoria , ovviamente ) .

In tutti e tre gli episodi i protagonisti attivi si muovevano velocemente in modo ondulatorio e sinuoso, oscillando il corpo in avanti, con sguardo feroce ed aggressivo e con modalità talmente tanto tipiche e vistose che mi risulta impossibile pensare a tre coincidenze riguardanti 3 persone “attentamente osservate” in tre contesti rispettivi per un numero di cinque osservazioni ( 2+2+1). Direi un vizio, certo, di atteggiamento , ”
condiviso “. e la variante delle mani arcuate e minacciose solo riconducibile a Stefano Pesci.

Ma è ormai notizia pubblica quella dei legami frequentazioni e e conoscenze di Stefano Pesci con personaggi ed ambienti militari sin dai tempi di Bologna, prima che fosse vincitore di concorso in magistratura , e con vertici di un certo tipo …


3. FRA-MASSONERIE, ORGANIZZAZIONI SETTARIE E ATTIVITA’ “SAVIE” o MENO.

Orbene che la massoneria giuridica e non, deviata e non, sia una consociazione per favori reciproci, che viola deontologie e leggi, mi risulta pacifico, così come la circostanza che vi siano “scelte condivise”.

A livello “esotericheggiante” il concetto di sonno/oblio mi risulta anche noto, salva nel caso di specie la esplicita accentuata connotazione fisico chimico farmacologica a contorno e nelle minacce suevidenziate, che connotano ascendenze totalitario militari e un ruolo della psichiatria dominante .

Ragionevolmente massonico deviata e non e comuqnue di criminali consociati in una organizzazione segreta , è poi la paura della intelligenza e la volontà di tenere nell’oscurità la gente e quindi anche il pericolosetto Paolo Ferraro.

Di violenza, aggressività criminale poi, me ne devo essere occupato, io, ( o nò ?! ) per trenta anni, e ne ho conosciute di varianti e infinite sfumature tra le scartoffie degli oltre centomila procedimenti passati sotto il mio sguardo professionale.






Ma come è che il Procuratore Capo e poi sottosegretario al Ministero degli Interni , l’ Aggiunto di Procura ed il Sostituto dai rispettivi nomi e cognomi Ferrara
Giovanni, Agnello Rossi e Pesci Stefano si muovevano ( impossibile l’equivoco mio ) come ridicoli lucertoloni corveggianti o draghetti cinesi ?!?! : o pensano di poter prendere per il … persino magistrati .. o hanno, come dire, nascosti pseudo cerimoniali e comportamenti
tipizzati minacciosi a matrice varia, da accertare meglio, puntigliosamente ( una volta esclusa una atipica variante del morbo di Parkinson che colpisca solo i magistrati deviati della Procura di Roma … ) .





MI pare un insolito e non meno interessante quesito, Solange, anche se tutto sommato meno serio di quelli da te sciolti ed affrontati, anche avuto riguardo a vicende che legano assurdi templari a trame deviate e servizi .


Ma non è colpa mia se dei criminali in colletti bianchi fanno, ben appiattati, questa ridicole esibizioni .. convinti di poter inoculare terrore ed esprimere potenza.

Approposito, Solange , ti era sfuggito che

 




S.E. il Nob.mo Fr. Francesco Corona GIà Gran Conestabile dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Jerusalem – TEMPLARE DI ROMA – DIMISSIONARIO DAL GRAN PRIORATO IN DATA 30 LUGLIO 2008, dal 1990 al 1995 è stato incaricato presso l’Istituto di Analisi dei Sistemi ed Informatica del CNR di Roma, occupandosi di metodi di simulazione e metodi per l’intelligenza artificiale.E che da notizia diretta seria ed in accertamento a mera conferma proprio il CNR studiò il mio programma funzionante ed operativo di integrale automazione delle attività giudiziarie della Procura (sostituite con un solo click ) nel settore dei reati automatizzabili integralmente ( ATZ ) ?!?!

Di certo sarà un caso che sarebbe divenuto docente di Techno-Intelligence presso il Ministero dell’Interno e presso il Master in Sicurezza ed Intelligence della Link Campus Malta University di Roma, dal 1995 , mentre non dovrebbe essere un caso che nel comitato scientifico dell’Istituto di Ricerca della coscienza c’era e c’è anche

Francesco Bruno
ma anche e soprattutto due illustri templari

Raffaele Sepe

Dott. in Scienze politiche

Master di II liv. in Scienze Forensi

2^ Corso “Criminologia Investigazione Security

Docente di Criminologia e Security management

Docente presso il Corso di Scienze Criminologiche della Comunicazione e della

Sicurezza

Esperto in sistemi di sicurezza negli alti profili di rischio e counterterrorism force.

Medaglia d’oro al merito di servizio nella polizia di Stato

Grande Ufficiale dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme O.S.M.T.H. con funzioni di Gran Cerimoniere

Cavaliere al merito della Repubblica italiana

Laurea in Scienze dell’Informazione

Incaricato presso l’Istituto di Analisi dei Sistemi ed Informatica del CNR

Docente di Techno-Intelligence presso il Ministero dell’Interno

Direttore Generale del laboratorio di ricerca Value Up dell’albo dei laboratori altamente qualificati del M.I.U.R.


Estendi pure se lo ritieni al massonologo Franceschetti il tutto, potrebbe essere utile , “qualora parlasse … .”

 






Con l’occasione introdurrei un altro buffo e scherzoso quesito: premessa la dubbia attendibilità circa le origini reali del libro denominato “I savi anziani di Sion” , la descrizione delle relative tecniche metodologie e protocolli, che pur qualcuno in funzione di pratica e dominio ha quantomeno elaborato , prevede per caso, in qualche versione non leggibile, e per i contatti diretti minacciosi una mimica a lucertolone o
varano smilzo di Komodo o draghetto cinese ?!?!



Ma condivido la tua opinione : le generiche e non storicizzate allusioni ai “complotti giudaico massonici”, oltre ad essere non utili e non serie distraggono dal reale contesto strutturato e fatto di concrete organizzazioni, concreti uomini e concrete responsabilità.



Peraltro come più volte ho sottolineato in quella che chiamo SUPERGLADIO confluiscono componenti e realtà varie, policromatiche ed una associazione segreta che assomma ideologie NAZI-KOMM a metodologie militari, e alleanze sotterranee con aree di potere varie … : il profilo etnico non serve a capire , semmai chiarisce uno degli humus culturali e di potere , ma concorrono anche quello laico-materialista ( BRUNO si
definisce “marxista ” ) e persino aree cattolico deviate . Il tutto condito da relazioni internazionali e coperture di servizi militare e non.



Direi pertanto che più che le matrici etnico ideologiche dei protagonisti sarebbe interessante invece sapere meglio, a mera conferma, della casa di Agnello Rossi ad Honk Kong e del viaggio in USA di Stefano Pesci nel 2007. Che esca qualche altro filo, giusto per rendere la trama più complessa ?!?! Un bel tappeto, non c’è che dire .

GRAZIE

PAOLO FERRARO

 

ASILO “OLGA ROVERE” di RIGNANO FLAMINIO, FIORI NEL FANGO 2 E CECCHIGNOLA. UNA DERIVA E STRATEGIA DEVIATA: PROVE AUDIO ECLATANTI NASCOSTE E TENTATIVO DI ELIMINARE PAOLO FERRARO

CLICCA SULLO SHARE BUTTON E POI CONDIVIDI CON 19 SOCIAL NETWORK E  SOSTIENI E DIFFONDI  Share SHARE






Jules-Henry Poincaré affermava: << Dubitare di tutto o credere in tutto sono due soluzioni allo stesso modo convenienti, entrambe dispensano dalla necessità di riflettere.>>  Alla caserma dei carabinieri di Bracciano il 15 Aprile 2007 arrivano le prime sei denunce, poi ne arrivano dieci, e altre quattro e ancora altre sei.  Il 7 Luglio del 2007 si arriva ad un totale di ventisei denunce.  E questo dopo otto mesi di indagine, dopo aver tenuto sotto controllo per mesi le linee telefoniche degli indagati, i loro conti bancari, dopo aver parlato con i genitori dei bambini dell’asilo “Olga Rovere” di Rignano, dopo aver ricevuto le perizie psichiatriche, dopo l’importante consulenza di Luigi Cancrini (famoso psichiatra, senatore dei Comunisti Italiani, collaboratore dell’Unità, su cui faceva referti psichiatrici su Silvio Berlusconi, e particolarmente convinto che a Rignano quei dannati pedofili ci siano davvero), dopo tutto questo, dopo quasi un anno, improvvisamente alcune maestre vengono arrestate.  Si, proprio lui, lo stesso  dott. Luigi Cancrini, che si prestò persino a fare da complice con i familiari del magistrato Paolo Ferraro nel contesto operativo del sequestro nel maggio 2009, ordito per impedire che lo stesso  Dott. Paolo Ferraro denunciasse a Perugia i fatti sino ad allora accertati in un’appartamento  della  caserma Cecchignola.  In questo preciso   caso è anche agli atti  che l’ipnoterapeuta, psicologo e psichiatra  Cancrini aveva trattato in svariate sedute terapeutiche i figli e i fratelli del dott. Paolo Ferraro. Comunque, ritornando all’”asilo “Olga Rovere”, Luigi Cancrini  visitò nel 2006 molte delle famiglie denuncianti l’asilo di Rignano  azzardando ipotesi diagnostiche e avanzando proposte terapeutiche della cui validità ci sarebbe oggi motivo di notevole dubbio, soprattutto alla luce  di una anamnesi  storica falsa sul magistrato Paolo Ferraro studiata a tavolino  dal padre e dai familiari del magistrato con  il probabile coinvolgimento dello stesso psichiatra.  Luigi  Cancrini non rinunciò a comunicare a mezzo stampa i propri pareri sul caso di Rignano Flaminio (L’UNITA’ 10/05/2007):   L’accusa è «fondata su fatti seri» ma «è giusto» che il dibattimento segua i suoi tempi.Lo sostiene lo psichiatra Luigi Cancrini, deputato Ds, che si occupò della vicenda di Rignano Flaminio raccogliendo, fin dall’inizio della vicenda, le testimonianze di alcune famiglie coinvolte. «Per me – sostiene l’esperto – quei colloqui sono attendibili e poi c’è la sofferenza dei bambini e dei genitori, una sofferenza altissima che va rispettata». Commentando la scarcerazione di cinque dei sei presunti colpevoli, Cancrini dice di essere «soddisfatto che queste persone non siano in carcere fino alla sentenza di condanna. Non ci può essere reiterazione del reato né occultamento delle prove». Tuttavia – prosegue –«ho letto i documenti, mi sembra che il comportamento della Procura sia giustificato. Le accuse sono fondate, si basano su fatti seri. Ci saranno altri momenti del dibattimento». L’odierna scarcerazione, a suo avviso, «dovrebbe aiutare a far svelenire il clima» in cui è caduto un intero paese. Cancrini tiene anche a sottolineare che i bambini, alcuni dei quali saranno a breve seguiti dal centro che dirige, «stanno male. Vivono una sindrome post traumatica che dà inquietudine, crisi notturne, regressione, comportamenti sessuali marcati. E c’è la sofferenza anche dei genitori» da non sottovalutare. E per fortuna che anche il dott. Luigi Cancrini nel 2007 fosse soddisfatto che “queste persone”, ovvero le maestre indagate, non siano rimaste in carcere fino alla sentenza. Nel caso dell’asilo di Rignano Flaminio, anche la politica ha svolto un suo ruolo ambiguo, e ci sono state voci che potremmo dire genericamente di “destra” e di “sinistra” da entrambe le parti. Il Partito Comunista Italiano di Diliberto fornisce il mezzo mediatico per dare voce alle mamme dei bambini abusati,  dalla parte opposta  scende in campo Giovanardi allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alle politiche della famiglia (governo Berlusconi), si schiera totalmente dalla parte degli imputati e invita pubblicamente le famiglie che hanno esposto denuncia a ritirarla. Assume una linea difensiva verso i presunti colpevoli, ma viene indagato perché proietta video dei colloqui tra una bimba dell’asilo e i suoi genitori, in una sala di palazzo Chigi.  È il pm Maria Anna Cordova ad accusarlo per aver offeso la reputazione della famiglia della piccola sostenendo di averle estorto le dichiarazioni. Con questo gesto, Giovanardi si attira anche le ire dei suoi colleghi di partito, Mussolini e Barbareschi .«Chi ha dato a Giovanardi quei video che non sarebbero mai dovuto uscire dalle mani degli avvocati?» Il neofascista Mario Corsi di Roma ha organizzato cortei colpevolisti. Insomma Rignano Flaminio  ha un impatto politico-mediatico senza precedenti. Tre maestre, un autore televisivo, una bidella, un benzinaio vengono indagati. Le accuse sono forti, da urlo: si parla di atti osceni in luogo pubblico, sottrazione di minore, sequestro di persona, violenza sessuale; e questo in un paese come Rignano Flaminio, dove tutti un po’ si conoscono. Ma se da un lato ci sono le maestre che non ci credono, quelle che si difendono, quelle che vanno a “Chi l’ha visto”, quelle che rilasciano le interviste, quelle che fanno le fiaccolate di fronte a Rebibbia, quelle che raccontano – e sono tante – che la colpa è soltanto delle famiglie, che tra quei genitori c’è chi ha seri problemi, con famiglie malamente divorziate, “storie di tossicodipendenze”, “madri in cura perché vedono il diavolo in casa” e con altri genitori – come si legge dalle perizie della psichiatra Marcella Fraschetti – con “problematiche familiari”, “indice di impulsività “eccessivo senso istericoforme”, “infanzia di violenza in famiglia” che portano al “suo vedere al microscopio anche le cose più terribili e nefande”, che “gli danno l’opportunità di elaborare il lutto affettivo orginario” ;  dall’altro – a Rignano Flaminio – ci sono invece i genitori che hanno paura di non essere creduti, quelli che hanno paura che tutto questo sia successo davvero, quelli che sperano che non sia successo niente e che sanno che sarebbe terribile anche se a questo punto non fosse successo nulla.                 A Rignano Flaminio poco importa delle contraddizioni che vengono fuori dalle indagini, del procuratore capo di Tivoli che è costretto a rilasciare interviste e dei piccoli pasticci dei magistrati; poco importa se la cucina di cui parlano i bambini non è rossa e nera, se le cucine non sono di legno, se il famoso passaggio sotterraneo non esiste, se dei video che sarebbero stati girati nelle case delle maestre non è stata trovata traccia, se la piscina di cui parlano i piccoli è stata riconosciuta all’interno di un paesino a cinque chilometri da Rignano (si chiama Morolo) e però non è di nessuno degli indagati; poco importa se le prove schiaccianti di cui parla il pubblico ministero sono vestiti di carnevale, peluche, cuoricini e abiti da fata; poco importa che il pm abbia scritto che i sei arrestati erano tutti delinquenti abituali (mentre in realtà sono tutti incensurati); poco importa se le cinque famiglie dei cinque bimbi molestati andavano tutte in classi diverse da quelle delle maestre, se la maestra Marisa era una delle maestre
più stimate del paese, se la maestra Patrizia aveva in classe con sé sempre un’altra maestra più un’insegnante di sostegno per un bambino handicappato; poco importa se la maestra Silvana non si è mai allontanata da scuola, se il marito della maestra Patrizia non si chiama Giovanni, se il super testimone delle indagini è la ex colf della famiglia Scancarello (la colf ricorda di un giorno in cui la maestra Patrizia era ritornata a casa con due bambine con il grembiulino e lo zainetto senza dire che forse quelle potevano anche essere le compagne di classe di una delle figlie della maestra); poco importa a Rignano se le due vigilesse che avrebbero visto qualche mese fa due bambini da soli, vicino alla scuola, hanno poi raccontato che i due bambini erano in realtà cinquanta e che la maestra che attendevano si chiamava sì Magalotti, ma come le quattro altre Magalotti che si trovano alla Olga Rovere; poco importa, infine, se dalle perizie mediche a nessuno dei cinque bambini sono stati riscontrati disturbi (l’unico ad avere qualche problema nella zona anale era un bambino che si chiama M….., ma la perizia ha poi spiegato che M…… avrebbe avuto il culetto un po’ arrossato per via “della recente diarrea”); poco importa se i primi cinque genitori dei primi cinque bambini dicono tutti di non conoscersi mentre poi ti raccontano che “cinque di questi bambini frequentavano lo stesso corso di nuoto, che due sono cugini, che due abitano nello stesso palazzo, che due vivono sulla stessa via e che molti di loro si frequentavano anche dopo l’orario scolastico”, come è normale che accada in un paesino di ottomila abitanti; e poco importa che uno dei sei arrestati, l’uomo nero che avrebbe dovuto aspettare con la macchina i bambini sul retro della scuola, non ha neppure la patente (il benzinaio è stato riconosciuto come l’uomo nero di cui parlerebbero i bambini grazie a un bimbo che avrebbe detto “cattivo, cattivo, uomo nero” e che il benzinaio sarebbe stato incastrato grazie a una bambina che, secondo quanto riportato dal padre, avvicinandosi alla centralissima pompa di benzina dell’Agip di Rignano, notava che “la sua bambina salutava Maurizio con sorrisetti e occhiate da fidanzatina”. Il benzinaio, tra l’altro, non si chiama neppure Maurizio). Ma se quei pedofili a Rignano Flaminio non esistessero? Se fosse una tragedia culturale? Se non dovesse uscir fuori nemmeno un video, nemmeno una foto, nemmeno una testimonianza forte, nemmeno un’intercettazione sospetta? Se ci fossero solo le parole dei bambini a inchiodare le tre maestre, la bidella, il marito di una maestra e l’uomo nero della pompa di benzina? Tutto ruota attorno ai racconti che i genitori hanno fatto dei racconti dei bambini; ci sono sei persone finite in carcere per qualche disegno, per qualche peluche (i peluche sono stati individuati dai bambini non all’interno delle case delle maestre, ma indicandoli sullo schermo di un computer dei carabinieri), sono finite in carcere per una piscina, per alcuni baffi, per alcuni sorrisetti e un’occhiata da fidanzatine. Nulla di schiacciante. Nessuna prova, solo gli occhi dei bambini che raccontano dell’orco cattivo, del cappuccio con le corna, dell’uomo nero, del tavolo, della cucina. Nella storia dei processi di pedofilia non è mai successo che le sole parole dei bimbi siano state sufficienti per mandare qualcuno in galera o per dimostrare che un crimine sia vero oppure no. E questo si spiega con il fatto che tra i due e i quattro anni i bambini confondono spesso la realtà con la finzione, confondono spesso il reale con le favole, con gli altri racconti dei bambini e con le parole della televisione. Ma c’è un altro problema. Spesso il bambino si trova di fronte a una mamma o una psicologa che fa domande chiuse alle quali il bambino deve rispondere sì oppure no; e, come tutti sanno, un bambino di fronte a una domanda posta in uno stato di pressione tende a dare le risposte che il suo interlocutore si aspetta. Ed è per questo che ci sono moltissimi pubblici ministeri che in Italia iniziano indagini sulla pedofilia nelle scuole e poi finiscono per non portarle avanti perché capiscono che spesso si tratta di una grande suggestione o di una caccia alle streghe; perché se un bambino ha un disagio il problema non deve essere per forza quello percepito e raccontato dai genitori. Spesso il problema sono i genitori stessi. Ma attenzione. Qui viene sottovalutata una questione di grande importanza. Nel momento in cui da un processo si arriva a una sentenza, la verità giudiziaria non risolve nulla per il bambino. Verità giudiziaria non significa verità clinica. Il bambino si trova ormai in uno stato di grande confusione e il semplice fatto di vivere una situazione del genere non fa che creargli un trauma secondario. E’ per questo che ad anni di distanza da processi di assoluzione di presunti pedofili, ci sono bambini ormai grandi che presentano ancora moltissimi disturbi”. Senza dimenticare poi la questione dei video. Le uniche videoregistrazioni dei racconti dei bambini sono state girate nella prima settimana di agosto 2007, quasi un mese dopo la prima denuncia arrivata alla caserma di Bracciano. Guardando i video si nota il modo piuttosto anomalo con cui questi video sono stati girati dai genitori delle presunte vittime degli abusi. Nelle registrazioni i bambini sono già nudi (in una scena in cui vengono ripresi due bimbi su un letto, i genitori sostengono che i bambini si stiano toccando in maniera tutt’altro che ingenua, ma dalle immagini non sembra davvero esserci nulla di più che una semplice curiosità tra bambini di quattro-cinque anni), i bambini non parlano esplicitamente dei presunti abusi, rispondono alle domande dei genitori muovendo la testa, dando del bugiardo a un padre, parlando con una bamboletta che chiamano fatina e non ricordano con precisione i nomi che i genitori spesso suggeriscono; e le tecniche con cui sono state documentate queste testimonianze sono quantomeno discutibili, dato che i bambini non parlano liberamente, ma sono costretti a rispondere con un “sì” o con un “no” a domande tipo queste: “Tesoro, chi ti ha fatto la bua?”. C’è però un altro episodio da raccontare. Lo racconta una maestra che fino a qualche anno fa si trovava alla scuola materna Olga Rovere.  La maestra chiede di non comparire, spiegando che a Rignano c’è grande paura, che girano minacce, che vengono tagliate le gomme delle auto, che vengono fatte telefonate anonime e che meno si parla e meglio è. La maestra ricorda che fino a qualche tempo fa nella scuola materna di Rignano (premiata nel 1999 come migliore scuola materna del Lazio) per spiegare i colori si raccontava una fiaba. Per il rosso si raccontava la storia di Cappuccetto Rosso. Per il blù si raccontava la favola di Barbablù; e nella scuola di Rignano gira un libro dove tra i racconti di Barbablù c’è un’immagine che ricorda uno dei disegni di cui si parla nell’ordinanza del gip di Tivoli. In una di queste pagine c’è l’episodio in cui Barbablù uccide la moglie tagliandogli la gola. Nell’ordinanza non si parla di pistole, ma si parla delle maestre che avrebbero tagliato le braccia ai bambini. Due giorni dopo la favola di Barbablù un bambino si avvicina alla maestra, la ferma e le dice: “Maestra, sa che papà ha tagliato la gola a mamma?” Ma a Rignano succedono anche alcune cose un po’ strane. Succedono ottocento metri sopra piazza Carlo Stefanini, pochi metri a nord-est rispetto alla scuola materna Olga Rovere, vicino all’altra scuola di Rignano, che si chiama anche questa Olga Rovere e sulla quale Vincenzo Cerami ha scritto pagine di memorabile inesattezza per il Messaggero (Cerami parlava di tristissime seggioline che guardano verso il nulla, senza accorgersi che le malinconiche seggioline della scuola degli orrori di cui parlava erano quelle della scuola elementare: la scuola materna si trova invece, milleottocento metri più a sud); vicino a tutto questo si trova una via molto lunga che si chiama via Giotto, dove una signora con i capelli rossi racconta che a Rignano c’è un’atmosfera strana, racconta di essere stata picchiata, racconta di aver subito ultimamente delle estorsioni (in un rapporto del duemilacinque l’antimafia segnalava la zona di Rignano come una di quelle più a rischio tra 129.870 usurai nel Lazio) e racconta che in quella via si vedono tre gattine i cui piccoli quando nascono spariscono nel nulla. La signora racconta anche di alcuni cassonetti bruciati da alcuni ragazzi vestiti di nero, di uomini con alcune maschere; ricorda che da Rignano un anno fa partì (il venti gennaio, per l’esattezza) un misterioso camioncino nero all’interno del quale i carabinieri trovarono un signore di cinquantasei anni che trasportava con sé tre bare con alcune ossa umane. E tutto questo perché a Rignano c’è chi crede alla storia del satanismo, c’è chi come i genitori dei bambini che sarebbero stati violentati crede davvero alla storia un po’ fiaba e un po’ sabba, in cui i bambini dopo essere stati presi di nascosto dalle scuole, caricati sulla macchina con l’uomo nero (che però non aveva la patente), dopo essere stati narcotizzati, dopo essere stati ripresi con una telecamera, dopo essere stati violentati con il ditino, credono davvero che lì si trovano i cappucci, i diavoli, gli animali bruciati, il Gesù buono e il Gesù cattivo. Ventuno bambini che hanno consumato e continuano a consumare la loro infanzia (avevano 4 anni quando questa storia è cominciata, ne hanno  10 anni oggi) tra psico-terapeuti e visite ginecologiche, necessarie ad esplorare gli anfratti della loro psiche e dei loro corpi. Le loro famiglie, che hanno finito per convincersi di essere state vittime di un orrore al punto tale da non riuscire oggi a provare sollievo nell’apprendere che così non è stato. Quattro donne
e due uomini che hanno perso tutto. Il lavoro, gli affetti, la dignità e che continueranno ad essere inseguiti fino all’ultimo dei loro giorni dal sospetto infame di essere in fondo quei pedofili. Ovunque e qualunque si trovi e sia  la verità questi bambini si porteranno un trauma per tutta la vita. E i bambini della Cecchignola? Si proprio quelli che si sentono nei brogliacci audio inseriti dal dott. Paolo Ferraro in tutta la rete internet. Perché la procura di Roma non ha aperto un’inchiesta? Perché psichiatri specializzati in abusi sessuali e psicologici sui minori  e magistrati (senza contare quelli deceduti per infarto fulminante D’ambrosio, Caperna, Saviotti)  non hanno ascoltato la denuncia del dott. Paolo Ferraro ma si sono impegnati, i primi, a costruire un profilo psicologico completamente inventato e, i secondi a dispensarlo  in tempi brevissimi dall’incarico di magistrato della procura di Roma? Perché il mondo politico tace su questa vicenda?  Solo Forza Nuova prima e il M5S dopo, hanno avuto il coraggio di schierarsi dalla parte del magistrato.  Perché i media e le televisioni tacciono? Non voglio credere che ci siano bambini abusati di seria A e di serie B o pedofili abusanti di serie A e di serie B.  Riflettete gente riflettete!!!!!!!!

Di ATTARD MARCO


DAl post Lettera di Marra a Ciancio . 
” Auspichiamo che il  presidente Ciancio, si  sforzi di ascoltare
un po’ per bene le registrazioni poste a sua disposizione,  e messe in rete anche,  da Paolo
Ferraro, anche perché c’è un punto in cui sembra “anche” esserci la voce in ’audio  di un bambino zingaro,



e “anche”  dei lamenti
infantili, un rumore come di un colpo inferto che li interrompe, due sospiri tremanti della trattata Sabrina e
una sollecita altra e diversa  roca voce femminile che invita ” cavernosa e stregonica  ”  a fornire  degli stracci ,


  

e, tra le altre,  la presenza sempre di probabile bambino zingaro incerto nel parlare e leggere,  prima di attività inequivocabilmente  pedofile e parafiliache ,  con la incredibile presenza finale di altro uomo che, appena bussato piano alla porta ed entrato,  saluta astante con l’appellativo ” hei Polpot “  !?) , 





e persino  prove pressochè inequivocabili nel preciso contesto del trattamento della Sabrina, ” ah bèdèlta dài “  , secondo metodologie di ascendenza militare segreta   ( ma desecretata nel 2007 la prova dei relativi progetti attuati,  MK-ULTRA e MONARCH  risultando disponibile persino la banca dati della CIA messa a disposizione in rete “anche”, ulteriormente,   da Paolo Ferraro  ) , 







ed infine, tra l’altro,  la certezza che un gruppo di militari donne e  bambini presenti si allontanino al suo ritorno a casa,  impartiti ordine di ” tornare indietro ” al gruppo,  e da uno dei militari,  subito dopo comandi di condizionamento  alla Sabrina , per dismettere il ricordo del recente accaduto, riprendere cognizione di essere stata ed essere sola a casa ( ” se torniamo indietro non c’è nessuno ?!?! ” ),   e riattivare  la personalità dedicata alla “trappola “, ( personalità che. con la effettiva impronta vocale della donna , “ricompare” alla fine del breve audio ),   non dimenticando di imporre  l’appuntamento pressante  per il giorno  giorno dopo ( ” a domani .. fài la pàrte “ ) con  la cortesia immaginifica da trattamento mentale che  precostituisce il consenso indotto  alla prosecuzione della attività scissa l’indomani  ( ” dobbiamo apparire , dobbiamo riapparire ?! ” ) , 


né manca tra la assurda scelta di tonalità vocali e di “gestione” della Sabrina, la voce cantilenata e semi-magica della Maria ( definita da Paolo donna autorevole e scortata , nel MEMORIALE ) che insuffla con tono assurdamente flautato, in contesto che ben si intende :  ” ma lui stà là … aiuta Mary … ma tù  aiuta là ” .. ?!)
 





Suoni
difficili da decifrare,  singolarmente,   che Paolo Ferraro coadiuvato da un perito fonico illustre  ebbe a trascrivere continuandone l’opera iniziale,  con brogliacci  corredati da audio,   e da un anno pubblicati,  ascoltati da varie persone inizialmente , prima  incuriositi e poi attoniti,  perché fanno orrore, ma che debbono essere attentamente studiati ed ascoltati,   perché mente chi dice di non sentirvi
nulla di rilevante. NEL FRATTEMPO IL TUTTO E’ STATO LETTO E VALUTATO DA UN CENTINAIO DI MIGLIAIA DI USFRUITORI DELLE INFORMAZIONI MESSE A DISPOSIZIONE DEL PAESE .





Di ATTARD MARCO













SCOOP  




















CANALE VIMEO CDD

CLICCA SULLO SHARE BUTTON E POI CONDIVIDI CON 19 SOCIAL NETWORK E  SOSTIENI E DIFFONDI  Share SHARE              

“OLGA ROVERE” – ASILO DI RIGNANO FLAMINIO E FIORI NEL FANGO 2 – CASERMA DELLA CECCHIGNOLA: LA GIUSTIZIA HA DUE PESI E DUE MISURE.

Jules-Henry Poincaré affermava: << Dubitare di tutto o credere in tutto sono due soluzioni allo stesso modo convenienti, entrambe dispensano dalla necessità di riflettere.>>  Alla caserma dei carabinieri di Bracciano il 15 Aprile 2007 arrivano le prime sei denunce, poi ne arrivano dieci, e altre quattro e ancora altre sei.  Il 7 Luglio del 2007 si arriva ad un totale di ventisei denunce.  E questo dopo otto mesi di indagine, dopo aver tenuto sotto controllo per mesi le linee telefoniche degli indagati, i loro conti bancari, dopo aver parlato con i genitori dei bambini dell’asilo “Olga Rovere” di Rignano, dopo aver ricevuto le perizie psichiatriche, dopo l’importante consulenza di Luigi Cancrini (famoso psichiatra, senatore dei Comunisti Italiani, collaboratore dell’Unità, su cui faceva referti psichiatrici su Silvio Berlusconi, e particolarmente convinto che a Rignano quei dannati pedofili ci siano davvero), dopo tutto questo, dopo quasi un anno, improvvisamente alcune maestre vengono arrestate.  Si, proprio lui, lo stesso  dott. Luigi Cancrini, che si prestò persino a fare da complice con i familiari del magistrato Paolo Ferraro nel contesto operativo del sequestro nel maggio 2009, ordito per impedire che lo stesso  Dott. Paolo Ferraro denunciasse a Perugia i fatti sino ad allora accertati in un’appartamento  della  caserma Cecchignola.  In questo preciso   caso è anche agli atti  che l’ipnoterapeuta, psicologo e psichiatra  Cancrini aveva trattato in svariate sedute terapeutiche i figli e i fratelli del dott. Paolo Ferraro. Comunque, ritornando all’”asilo “Olga Rovere”, Luigi Cancrini  visitò nel 2006 molte delle famiglie denuncianti l’asilo di Rignano  azzardando ipotesi diagnostiche e avanzando proposte terapeutiche della cui validità ci sarebbe oggi motivo di notevole dubbio, soprattutto alla luce  di una anamnesi  storica falsa sul magistrato Paolo Ferraro studiata a tavolino  dal padre e dai familiari del magistrato con  il probabile coinvolgimento dello stesso psichiatra.  Luigi  Cancrini non rinunciò a comunicare a mezzo stampa i propri pareri sul caso di Rignano Flaminio (L’UNITA’ 10/05/2007):    L’accusa è «fondata su fatti seri» ma «è giusto» che il dibattimento segua i suoi tempi. Lo sostiene lo psichiatra Luigi Cancrini, deputato Ds, che si occupò della vicenda di Rignano Flaminio raccogliendo, fin dall’inizio della vicenda, le testimonianze di alcune famiglie coinvolte. «Per me – sostiene l’esperto – quei colloqui sono attendibili e poi c’è la sofferenza dei bambini e dei genitori, una sofferenza altissima che va rispettata». Commentando la scarcerazione di cinque dei sei presunti colpevoli, Cancrini dice di essere «soddisfatto che queste persone non siano in carcere fino alla sentenza di condanna. Non ci può essere reiterazione del reato né occultamento delle prove». Tuttavia – prosegue – «ho letto i documenti, mi sembra che il comportamento della Procura sia giustificato. Le accuse sono fondate, si basano su fatti seri. Ci saranno altri momenti del dibattimento». L’odierna scarcerazione, a suo avviso, «dovrebbe aiutare a far svelenire il clima» in cui è caduto un intero paese. Cancrini tiene anche a sottolineare che i bambini, alcuni dei quali saranno a breve seguiti dal centro che dirige, «stanno male. Vivono una sindrome post traumatica che dà inquietudine, crisi notturne, regressione, comportamenti sessuali marcati. E c’è la sofferenza anche dei genitori» da non sottovalutare. E per fortuna che anche il dott. Luigi Cancrini nel 2007 fosse soddisfatto che “queste persone”, ovvero le maestre indagate, non siano rimaste in carcere fino alla sentenza. Nel caso dell’asilo di Rignano Flaminio, anche la politica ha svolto un suo ruolo ambiguo, e ci sono state voci che potremmo dire genericamente di “destra” e di “sinistra” da entrambe le parti. Il Partito Comunista Italiano di Diliberto fornisce il mezzo mediatico per dare voce alle mamme dei bambini abusati,  dalla parte opposta  scende in campo Giovanardi allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alle politiche della famiglia (governo Berlusconi), si schiera totalmente dalla parte degli imputati e invita pubblicamente le famiglie che hanno esposto denuncia a ritirarla. Assume una linea difensiva verso i presunti colpevoli, ma viene indagato perché proietta video dei colloqui tra una bimba dell’asilo e i suoi genitori, in una sala di palazzo Chigi.  È il pm Maria Anna Cordova ad accusarlo per aver offeso la reputazione della famiglia della piccola sostenendo di averle estorto le dichiarazioni. Con questo gesto, Giovanardi si attira anche le ire dei suoi colleghi di partito, Mussolini e Barbareschi .«Chi ha dato a Giovanardi quei video che non sarebbero mai dovuto uscire dalle mani degli avvocati?» Il neofascista Mario Corsi di Roma ha organizzato cortei colpevolisti. Insomma Rignano Flaminio  ha un impatto politico-mediatico senza precedenti. Tre maestre, un autore televisivo, una bidella, un benzinaio vengono indagati. Le accuse sono forti, da urlo: si parla di atti osceni in luogo pubblico, sottrazione di minore, sequestro di persona, violenza sessuale; e questo in un paese come Rignano Flaminio, dove tutti un po’ si conoscono. Ma se da un lato ci sono le maestre che non ci credono, quelle che si difendono, quelle che vanno a “Chi l’ha visto”, quelle che rilasciano le interviste, quelle che fanno le fiaccolate di fronte a Rebibbia, quelle che raccontano – e sono tante – che la colpa è soltanto delle famiglie, che tra quei genitori c’è chi ha seri problemi, con famiglie malamente divorziate, “storie di tossicodipendenze”, “madri in cura perché vedono il diavolo in casa” e con altri genitori – come si legge dalle perizie della psichiatra Marcella Fraschetti – con “problematiche familiari”, “indice di impulsività “eccessivo senso istericoforme”, “infanzia di violenza in famiglia” che portano al “suo vedere al microscopio anche le cose più terribili e nefande”, che “gli danno l’opportunità di elaborare il lutto affettivo orginario” ;  dall’altro – a Rignano Flaminio – ci sono invece i genitori che hanno paura di non essere creduti, quelli che hanno paura che tutto questo sia successo davvero, quelli che sperano che non sia successo niente e che sanno che sarebbe terribile anche se a questo punto non fosse successo nulla.                 A Rignano Flaminio poco importa delle contraddizioni che vengono fuori dalle indagini, del procuratore capo di Tivoli che è costretto a rilasciare interviste e dei piccoli pasticci dei magistrati; poco importa se la cucina di cui parlano i bambini non è rossa e nera, se le cucine non sono di legno, se il famoso passaggio sotterraneo non esiste, se dei video che sarebbero stati girati nelle case delle maestre non è stata trovata traccia, se la piscina di cui parlano i piccoli è stata riconosciuta all’interno di un paesino a cinque chilometri da Rignano (si chiama Morolo) e però non è di nessuno degli indagati; poco importa se le prove schiaccianti di cui parla il pubblico ministero sono vestiti di carnevale, peluche, cuoricini e abiti da fata; poco importa che il pm abbia scritto che i sei arrestati erano tutti delinquenti abituali (mentre in realtà sono tutti incensurati); poco importa se le cinque famiglie dei cinque bimbi molestati andavano tutte in classi diverse da quelle delle maestre, se la maestra Marisa era una delle maestre più stimate del paese, se la maestra Patrizia aveva in classe con sé sempre un’altra maestra più un’insegnante di sostegno per un bambino handicappato; poco importa se la maestra Silvana non si è mai allontanata da scuola, se il marito della maestra Patrizia non si chiama Giovanni, se il super testimone delle indagini è la ex colf della famiglia Scancarello (la colf ricorda di un giorno in cui la maestra Patrizia era ritornata a casa con due bambine con il grembiulino e lo zainetto senza dire che forse quelle potevano anche essere le compagne di classe di una delle figlie della maestra); poco importa a Rignano se le due vigilesse che avrebbero visto qualche mese fa due bambini da soli, vicino alla scuola, hanno poi raccontato che i due bambini erano in realtà cinquanta e che la maestra che attendevano si chiamava sì Magalotti, ma come le quattro altre Magalotti che si trovano alla Olga Rovere; poco importa, infine, se dalle perizie mediche a nessuno dei cinque bambini sono stati riscontrati disturbi (l’unico ad avere qualche problema nella zona anale era un bambino che si chiama M….., ma la perizia ha poi spiegato che M…… avrebbe avuto il culetto un po’ arrossato per via “della recente diarrea”); poco importa se i primi cinque genitori dei primi cinque bambini dicono tutti di non conoscersi mentre poi ti raccontano che “cinque di questi bambini frequentavano lo stesso corso di nuoto, che due sono cugini, che due abitano nello stesso palazzo, che due vivono sulla stessa via e che molti di loro si frequentavano anche dopo l’orario scolastico”, come è normale che accada in un paesino di ottomila abitanti; e poco importa che uno dei sei arrestati, l’uomo nero che avrebbe dovuto aspettare con la macchina i bambini sul retro della scuola, non ha neppure la patente (il benzinaio è stato riconosciuto come l’uomo nero di cui parlerebbero i bambini grazie a un bimbo che avrebbe detto “cattivo, cattivo, uomo nero” e che il benzinaio sarebbe stato incastrato grazie a una bambina che, secondo quanto riportato dal padre, avvicinandosi alla centralissima pompa di benzina dell’Agip di Rignano, notava che “la sua bambina salutava Maurizio con sorrisetti e occhiate da fidanzatina”. Il benzinaio, tra l’altro, non si chiama neppure Maurizio). Ma se quei pedofili a Rignano Flaminio non esistessero? Se fosse una tragedia culturale? Se non dovesse uscir fuori nemmeno un video, nemmeno una foto, nemmeno una testimonianza forte, nemmeno un’intercettazione sospetta? Se ci fossero solo le parole dei bambini a inchiodare le tre maestre, la bidella, il marito di una maestra e l’uomo nero della pompa di benzina? Tutto ruota attorno ai racconti che i genitori hanno fatto dei racconti dei bambini; ci sono sei persone finite in carcere per qualche disegno, per qualche peluche (i peluche sono stati individuati dai bambini non all’interno delle case delle maestre, ma indicandoli sullo schermo di un computer dei carabinieri), sono finite in carcere per una piscina, per alcuni baffi, per alcuni sorrisetti e un’occhiata da fidanzatine. Nulla di schiacciante. Nessuna prova, solo gli occhi dei bambini che raccontano dell’orco cattivo, del cappuccio con le corna, dell’uomo nero, del tavolo, della cucina. Nella storia dei processi di pedofilia non è mai successo che le sole parole dei bimbi siano state sufficienti per mandare qualcuno in galera o per dimostrare che un crimine sia vero oppure no. E questo si spiega con il fatto che tra i due e i quattro anni i bambini confondono spesso la realtà con la finzione, confondono spesso il reale con le favole, con gli altri racconti dei bambini e con le parole della televisione. Ma c’è un altro problema. Spesso il bambino si trova di fronte a una mamma o una psicologa che fa domande chiuse alle quali il bambino deve rispondere sì oppure no; e, come tutti sanno, un bambino di fronte a una domanda posta in uno stato di pressione tende a dare le risposte che il suo interlocutore si aspetta. Ed è per questo che ci sono moltissimi pubblici ministeri che in Italia iniziano indagini sulla pedofilia nelle scuole e poi finiscono per non portarle avanti perché capiscono che spesso si tratta di una grande suggestione o di una caccia alle streghe; perché se un bambino ha un disagio il problema non deve essere per forza quello percepito e raccontato dai genitori. Spesso il problema sono i genitori stessi. Ma attenzione. Qui viene sottovalutata una questione di grande importanza. Nel momento in cui da un processo si arriva a una sentenza, la verità giudiziaria non risolve nulla per il bambino. Verità giudiziaria non significa verità clinica. Il bambino si trova ormai in uno stato di grande confusione e il semplice fatto di vivere una situazione del genere non fa che creargli un trauma secondario. E’ per questo che ad anni di distanza da processi di assoluzione di presunti pedofili, ci sono bambini ormai grandi che presentano ancora moltissimi disturbi”. Senza dimenticare poi la questione dei video. Le uniche videoregistrazioni dei racconti dei bambini sono state girate nella prima settimana di agosto 2007, quasi un mese dopo la prima denuncia arrivata alla caserma di Bracciano. Guardando i video si nota il modo piuttosto anomalo con cui questi video sono stati girati dai genitori delle presunte vittime degli abusi. Nelle registrazioni i bambini sono già nudi (in una scena in cui vengono ripresi due bimbi su un letto, i genitori sostengono che i bambini si stiano toccando in maniera tutt’altro che ingenua, ma dalle immagini non sembra davvero esserci nulla di più che una semplice curiosità tra bambini di quattro-cinque anni), i bambini non parlano esplicitamente dei presunti abusi, rispondono alle domande dei genitori muovendo la testa, dando del bugiardo a un padre, parlando con una bamboletta che chiamano fatina e non ricordano con precisione i nomi che i genitori spesso suggeriscono; e le tecniche con cui sono state documentate queste testimonianze sono quantomeno discutibili, dato che i bambini non parlano liberamente, ma sono costretti a rispondere con un “sì” o con un “no” a domande tipo queste: “Tesoro, chi ti ha fatto la bua?”. C’è però un altro episodio da raccontare. Lo racconta una maestra che fino a qualche anno fa si trovava alla scuola materna Olga Rovere.  La maestra chiede di non comparire, spiegando che a Rignano c’è grande paura, che girano minacce, che vengono tagliate le gomme delle auto, che vengono fatte telefonate anonime e che meno si parla e meglio è. La maestra ricorda che fino a qualche tempo fa nella scuola materna di Rignano (premiata nel 1999 come migliore scuola materna del Lazio) per spiegare i colori si raccontava una fiaba. Per il rosso si raccontava la storia di Cappuccetto Rosso. Per il blù si raccontava la favola di Barbablù; e nella scuola di Rignano gira un libro dove tra i racconti di Barbablù c’è un’immagine che ricorda uno dei disegni di cui si parla nell’ordinanza del gip di Tivoli. In una di queste pagine c’è l’episodio in cui Barbablù uccide la moglie tagliandogli la gola. Nell’ordinanza non si parla di pistole, ma si parla delle maestre che avrebbero tagliato le braccia ai bambini. Due giorni dopo la favola di Barbablù un bambino si avvicina alla maestra, la ferma e le dice: “Maestra, sa che papà ha tagliato la gola a mamma?” Ma a Rignano succedono anche alcune cose un po’ strane. Succedono ottocento metri sopra piazza Carlo Stefanini, pochi metri a nord-est rispetto alla scuola materna Olga Rovere, vicino all’altra scuola di Rignano, che si chiama anche questa Olga Rovere e sulla quale Vincenzo Cerami ha scritto pagine di memorabile inesattezza per il Messaggero (Cerami parlava di tristissime seggioline che guardano verso il nulla, senza accorgersi che le malinconiche seggioline della scuola degli orrori di cui parlava erano quelle della scuola elementare: la scuola materna si trova invece, milleottocento metri più a sud); vicino a tutto questo si trova una via molto lunga che si chiama via Giotto, dove una signora con i capelli rossi racconta che a Rignano c’è un’atmosfera strana, racconta di essere stata picchiata, racconta di aver subito ultimamente delle estorsioni (in un rapporto del duemilacinque l’antimafia segnalava la zona di Rignano come una di quelle più a rischio tra 129.870 usurai nel Lazio) e racconta che in quella via si vedono tre gattine i cui piccoli quando nascono spariscono nel nulla. La signora racconta anche di alcuni cassonetti bruciati da alcuni ragazzi vestiti di nero, di uomini con alcune maschere; ricorda che da Rignano un anno fa partì (il venti gennaio, per l’esattezza) un misterioso camioncino nero all’interno del quale i carabinieri trovarono un signore di cinquantasei anni che trasportava con sé tre bare con alcune ossa umane. E tutto questo perché a Rignano c’è chi crede alla storia del satanismo, c’è chi come i genitori dei bambini che sarebbero stati violentati crede davvero alla storia un po’ fiaba e un po’ sabba, in cui i bambini dopo essere stati presi di nascosto dalle scuole, caricati sulla macchina con l’uomo nero (che però non aveva la patente), dopo essere stati narcotizzati, dopo essere stati ripresi con una telecamera, dopo essere stati violentati con il ditino, credono davvero che lì si trovano i cappucci, i diavoli, gli animali bruciati, il Gesù buono e il Gesù cattivo. Ventuno bambini che hanno consumato e continuano a consumare la loro infanzia (avevano 4 anni quando questa storia è cominciata, ne hanno  10 anni oggi) tra psico-terapeuti e visite ginecologiche, necessarie ad esplorare gli anfratti della loro psiche e dei loro corpi. Le loro famiglie, che hanno finito per convincersi di essere state vittime di un orrore al punto tale da non riuscire oggi a provare sollievo nell’apprendere che così non è stato. Quattro donne e due uomini che hanno perso tutto. Il lavoro, gli affetti, la dignità e che continueranno ad essere inseguiti fino all’ultimo dei loro giorni dal sospetto infame di essere in fondo quei pedofili. Ovunque e qualunque si trovi e sia  la verità questi bambini si porteranno un trauma per tutta la vita. E i bambini della Cecchignola? Si proprio quelli che si sentono nei brogliacci audio inseriti dal dott. Paolo Ferraro in tutta la rete internet. Perché la procura di Roma non ha aperto un’inchiesta? Perché psichiatri specializzati in abusi sessuali e psicologici sui minori  e magistrati (senza contare quelli deceduti per infarto fulminante D’ambrosio, Caperna, Saviotti)  non hanno ascoltato la denuncia del dott. Paolo Ferraro ma si sono impegnati, i primi, a costruire un profilo psicologico completamente inventato e, i secondi a dispensarlo  in tempi brevissimi dall’incarico di magistrato della procura di Roma? Perché il mondo politico tace su questa vicenda?  Solo Forza Nuova prima e il M5S dopo, hanno avuto il coraggio di schierarsi dalla parte del magistrato.  Perché i media e le televisioni tacciono? Non voglio credere che ci siano bambini abusati di seria A e di serie B o pedofili abusanti di serie A e di serie B.  Riflettete gente riflettete!!!!!!!!

Di ATTARD MARCO