CDD+FLAG

>LEGALITA’, MAGISTRATURA E CENTRI DI POTERE DEVIATI
L’Italia da troppo tempo è diventato un paese dove fratelli col cappuccio si incontrano in una atmosfera di segretezza, costellata di simboli arcani che servono a dissimulare le loro vere intenzioni, quelle di “conquistare” posizioni strategiche nello Stato per potere comandare fuori da ogni controllo costituzionale. Cappuccio e toghe, giustizia e massoneria deviata, elite deviate civili e militari e funzionari pubblici nel cuore dello Stato, un connubio crescente e grave che concorre ad una scalata dei gangli dello Stato illegale e criminale. Il nostro appello è rivolto prima di tutto a quella parte della magistratura e a quella parte del Consiglio Superiore della Magistratura che con sono colluse con tali realtà. Nel lontano 1982/83 (all’epoca avevo solo 10 anni) un pronunciamento del Consiglio Superiore della Magistratura pose fine all’operato di una “cupola” che operava nel mondo della Giustizia attraverso Gladio e la P2. In quel periodo il Csm dovette occuparsi di magistrati risultati affiliati alla P2 (ben 82 toghe). La espulsione di taluni dalla magistratura avvenne e le gravi sanzioni furono tutte comminate però in aderenza all’art.18 della Costituzione che vietava le associazioni segrete. In seguito con la legge Spadolini-Anselmi sulla Loggia P2, fu resa difficile l’interpretazione e l’applicazione di una norma a fronte dell’appartenenza a logge “regolari” e non deviate come la P2 ( aggirati canoni essenziali che sono ricavabili dal dettato costituzionale e dal solo giuramento di fedeltà alla Costituzione . Sino a quel momento aveva retto, il principio di opportunità, dettato dal Csm, di non aderire a “fratellanze” di alcun genere ai fini di fugare i sospetti che “della giurisdizione venga fatto un uso non imparziale”. Le deroghe e le controversie furono parecchie fino ad arrivare all’ex Presidente Cossiga che giunse a minacciare lo scioglimento del Csm che si opponeva alla promozione di Angelo Vella “giudice incappuciato” che risultava affiliato alla loggia Zamboni – De Rolandis di Bologna, una loggia all’obbedienza di Palazzo Giustiniani. Alla tesi di Cossiga di voler garantire la libertà di associazione si contrappose l’unica voce politica contraria che era quella di Norberto Bobbio che sosteneva la visibilità dei poteri, la trasparenza e l’indipendenza della magistratura. E poi che dire della lettera scritta da un “famoso detenuto” al Giudice Falcone Giovanni il quale indicava Roma e più esattamente nella zona di Corso Trieste il centro di un potere che usa ogni mezzo per assoggettare le persone e tenerle vincolate alla criminalità da un punto all’altro dell’Italia ma anche da un continente all’altro ( IL VOLO DEL FALCO di Gabriella Pasquali Carlizzi).
E infine c’è quella PSICHIATRIA che utilizza due maschere, una è la maschera dell’Esoterismo e della Magia che vuole far credere che quando si commissiona un delitto, dopo aver concordato le fasi dell’azione, c’è sempre chi affida tutto al mago, i cui poteri garantiscono la precisione e l’incastro di tutti quei momenti che determinano la riuscita della cosa. La seconda maschera invece è quella da PSICHIATRIA deviata che spaccia i nostri problemi esistenziali per malattie di cui non ha mai dimostrato l’esistenza, la psichiatria che considera malato chi soffre e non questa società che ci fa soffrire, che considera malato chi non sopporta la disciplina militare, chi non sopporta le imposizioni. La psichiatria deviata vuole nascondere il fatto che se c’è qualcosa che non va è nella società, è nell’esercito, e non nella persona che soffre. Tutto questo nasce da un progetto chiaro e ben definito nei suoi protocolli e nelle sue linee guida. Lo psichiatra G. Brock Chisholm, già neglia anni 50, sostenitore del piano generale di J.R. Rees del 1940 (ricordate la Quinta Colonna sotterranea creata dal Tavistock Institute), portò avanti uno degli scopi principali della psichiatria: la “reinterpretazione ed infine lo sradicamento del concetto di giusto e sbagliato”. Chisholm affermò che per prevenire una guerra era necessario che gli psichiatri eliminassero la “moralitá”. Nel portare avanti questa missione la psichiatria ha creato un’escalation di violenza, crimine ed una società che abusa di psicofarmaci. Oggi è troppo comodo dire che chi non si adegua è malato, che chi non obbedisce, chi vuole essere libero è pazzo, depresso, nevrotico. E così chi riesce a non farsi fare il lavaggio del cervello da un’istituzione totalitaria quale è l’esercito, chi conserva ancora la sua volontà, chi è più sensibile e di conseguenza rifiuta di sottostare, chi si sente a disagio, deve comunque essere sottomesso, e viene sottomesso con quel sottile strumento di tortura che sono gli psicofarmaci (vere e proprie droghe i cui effetti devastanti sul cervello sono stati documentati da seri studi scientifici) e altre terapie psichiatriche. Bisogna evitare che la magistratura, lo stato e le istituzioni tutte non prendano l’esempio di una gestione e di una politica totalitaria che all’interno dell’esercito ha il suo motivo di essere ma con i suoi dovuti limiti e nel rispetto della comunque della persona.
Noi abbiamo visto nel coraggio del magistrato Paolo Ferraro l’uomo giusto, colui che può aiutarci ad uscire dalla morsa in cui stiamo vivendo. Il mio appello è un invito a tutti quei magistrati delle procure italiane e del Csm ad affiancarsi all’uomo coraggioso e poi magistrato Paolo Ferraro che ha denunciato la nuova SUPERGLADIO all’interno della Procura di Roma con nomi cognomi e foto. Molti cittadini sperano in un pronunciamento da parte del Csm che ponga fine all’operato di questa organizzazione criminale sotterranea che opera ancora oggi all’interno della Procura di Roma e non solo. Oggi ci si lamenta della lentezza dei processi ma non ci si scandalizza della velocità con cui si archiviano le richieste di indagine o di giudizio quando queste riguardano gli esponenti dello Stato, della Magistratura, dell’Ordine Pubblico, come non ci si lamenta della velocità dei processi inutili oltreché dannosi nei confronti di coloro che si intendono intimidire perché scomodi o non conformi a certe logiche perverse e criminali. Capire, affiancare e sostenere l’uomo e magistrato Paolo Ferraro significa procedere a riequilibrare il problema Giustizia liberando dal suo interno quella SUPERGLADIO che procede nella sua avanzata continuando a chiudere nei cassetti le vergogne di questo paese che lievitando arriveranno a destabilizzare definitivamente i principi cardine della democrazia.
Per evitare che questa situazione alimenti da parte dei cittadini la sfiducia finale nei confronti della giustizia stessa e di conseguenza l’irresponsabilità verso il rispetto delle leggi, violate, prima ancora che dall’uomo della strada proprio da coloro che ne sono gli estensori e i custodi e per bloccare la scalata ai gangli dello Stato date subito voce e spazio al pm Paolo Ferraro. Il Magistrato Paolo Ferraro rientri in magistratura .